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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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LAURA La matematica è una disciplina che risulta piuttosto difficile da comprendere da buona parte della popolazione. Non la pensa così John Wallis, docente di matematica all’Università di Oxford, che di recente ha pubblicato anche alcune opere. Professore, come si è avvicinato a questa disciplina?

 

PASQ Quasi per caso, più come passatempo che altro, perché la mia è stata una formazione classica. Ho infatti seguito dei corsi di teologia all’Emmanuel College di Cambridge, dove ho vinto anche una borsa di studio. Non sono stati i miei studi di teologia a darmi un po’ di celebrità, ma un episodio abbastanza casuale. Sono infatti riuscito a decifrare dei dispacci segreti cifrati, che alcuni seguaci del re avevano con loro quando sono stati fatti prigionieri dai parlamentaristi.

 

LAURA È vero che lei è un seguace della nuova filosofia sperimentale?

 

PASQ Sì. Di solito ci riuniamo una volta alla settimana in casa mia o di Boyle o di altri scienziati e discutiamo dei problemi più disparati, come la circolazione del sangue, la natura delle comete, la pesantezza dell’aria, il paesaggio lunare.

 

LAURA E per questi suoi interessi ha trascurato la matematica?

 

PASQ  No. L’interesse per la matematica per me si è riacceso dopo che ho letto l’opera di Oughtred “Clavis mathematicae”, già in circolazione da diversi anni. Si tratta di un manuale facile e completo di aritmetica e di algebra, anche se privo delle equazioni di grado superiore al secondo.

 

LAURA Corrono voci maligne sulla sua nomina a professore di geometria a Oxford. Perché?

 

PASQ So benissimo quello che si dice in giro. Secondo queste malelingue il precedente titolare della cattedra sarebbe stato epurato perché era un seguace del partito del re e che io avrei ottenuto la cattedra di geometria, più che per le mie capacità di matematico, per aver decifrato le lettere dei realisti caduti nelle mani dei seguaci di Cromwell. Le posso garantire che la matematica che per me è sempre stato un piacevole passatempo, è ora diventato il centro dei miei studi.

 

LAURA Ha scritto qualche opera al riguardo?

 

PASQ L’anno scorso ho pubblicato un trattato sulle sezioni coniche, dove si parla di un metodo nuovo che abbandona quello di Apollonio di Perga. Le proprietà coniche, a mio avviso, devono essere studiate come semplici curve piane, facendo libero uso del metodo degli indivisibili che è diventato abbastanza diffuso dopo i contributi di Kepler, di Cavalieri e di Torricelli.

 

LAURA E che differenza c’è tra il suo metodo e quello proposto da Cavalieri?

 

PASQ La trattazione di Cavalieri è quasi esclusivamente geometrica, mentre il mio metodo procede per via prevalentemente aritmetica, perché il calcolo aritmetico, pur esendo più semplice, è altrettanto scientifico del calcolo geometrico. Un esempio di passaggio dalla geometria delle linee all’aritmetica è rappresentato dall’area del triangolo che si ottiene moltiplicando la base per la metà dell’altezza.

   


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