| ||||
|
LAURA
La matematica è una disciplina che risulta piuttosto difficile da comprendere
da buona parte della popolazione. Non la pensa così John Wallis, docente di
matematica all’Università di Oxford, che di recente ha pubblicato anche
alcune opere. Professore, come si è avvicinato a questa disciplina? PASQ
Quasi per caso, più come passatempo che altro, perché la mia è
stata una formazione classica. Ho infatti seguito dei corsi di teologia
all’Emmanuel College di Cambridge, dove ho vinto anche una borsa di studio.
Non sono stati i miei studi di teologia a darmi un po’ di celebrità, ma un
episodio abbastanza casuale. Sono infatti riuscito a decifrare dei dispacci
segreti cifrati, che alcuni seguaci del re avevano con loro quando sono stati
fatti prigionieri dai parlamentaristi. LAURA
È vero che lei è un seguace della nuova filosofia sperimentale? PASQ Sì. Di solito ci riuniamo una volta alla
settimana in casa mia o di Boyle o di altri scienziati e discutiamo dei problemi
più disparati, come la circolazione del sangue, la natura delle comete, la
pesantezza dell’aria, il paesaggio lunare. LAURA
E per questi suoi interessi ha trascurato la matematica? PASQ No.
L’interesse per la matematica per me si è riacceso dopo che ho letto
l’opera di Oughtred “Clavis mathematicae”, già in circolazione da diversi
anni. Si tratta di un manuale facile e completo di aritmetica e di algebra,
anche se privo delle equazioni di grado superiore al secondo. LAURA
Corrono voci maligne sulla sua nomina a professore di geometria a Oxford. Perché? PASQ So benissimo quello che si dice in giro. Secondo queste malelingue
il precedente titolare della cattedra sarebbe stato epurato perché era un
seguace del partito del re e che io avrei ottenuto la cattedra di geometria, più
che per le mie capacità di matematico, per aver decifrato le lettere dei
realisti caduti nelle mani dei seguaci di Cromwell. Le posso garantire che la
matematica che per me è sempre stato un piacevole passatempo, è ora diventato
il centro dei miei studi. LAURA
Ha scritto qualche opera al riguardo? PASQ L’anno scorso ho pubblicato un trattato sulle
sezioni coniche, dove si parla di un metodo nuovo che abbandona quello di
Apollonio di Perga. Le proprietà coniche, a mio avviso, devono essere studiate
come semplici curve piane, facendo libero uso del metodo degli indivisibili che
è diventato abbastanza diffuso dopo i contributi di Kepler, di Cavalieri e di
Torricelli. LAURA
E che differenza c’è tra il suo metodo e quello proposto da Cavalieri? PASQ La trattazione di Cavalieri è quasi
esclusivamente geometrica, mentre il mio metodo procede per via prevalentemente
aritmetica, perché il calcolo aritmetico, pur esendo più semplice, è
altrettanto scientifico del calcolo geometrico. Un esempio di passaggio dalla
geometria delle linee all’aritmetica è rappresentato dall’area del
triangolo che si ottiene moltiplicando la base per la metà dell’altezza. |
|