| ||||
|
GLUCA
Siamo in collegamento col monaco Ildebrando, il principale fautore
dell’elezione al soglio pontificio di Gebardo di Eichstatt, che ha preso il
nome di Vittore II. Padre, come è avvenuta la nomina di Vittore II? GIGI
Alla morte di papa Leone IX mi trovavo in Francia. Non appena ho appreso la
triste notizia, mi sono subito recato a Roma, dove ho consigliato la
cittadinanza di rivolgersi all’imperatore Enrico III per l’elezione del
nuovo pontefice. Sono quindi stato messo a capo di un’ambasceria e mi sono
recato in Germania dove, a Magonza, ho incontrato l’imperatore. Ho proposto ad
Enrico il vescovo Gebardo che, in un primo momento,è apparso alquanto
titubante. GLUCA
E che cosa lo ha convinto? GIGI
Le trattative si sono concluse nel mese di marzo a Ratisbona. Il vescovo Gebardo
ha chiesto che l’imperatore s’impegnasse con un trattato a garantire il
potere temporale, a restituire alla Chiesa i territori occupati e ad appoggiarlo
contro i normanni. GLUCA
Ed Enrico ha accettato? GIGI
Quando Gebardo ha preso la tiara, il 13 aprile di quest’anno, Enrico era già
sceso con un forte esercito in Italia, con l’intento di ristabilire nella
penisola l’autorità imperiale, scossa soprattutto in Toscana, dove il
marchese Bonifacio era stato assassinato e la vedova Beatrice si era risposata,
senza il consenso imperiale, con Goffredo di Lorena, il più ostinato avversario
dell’imperatore. GLUCA
La linea politica di Vittore II segue quella intrapresa da Leone IX? GIGI
A differenza di papa Leone IX, Vittore II è strettamente legato
all’imperatore e, quando era ancora vescovo, in più di una circostanza aveva
criticato la politica indipendente di papa
Leone. Vittore II aveva esercitato un’influenza decisiva nella svolta della
politica imperiale, che aveva assunto un carattere più tipicamente germanico,
mentre quella di Leone IX era rivolta più ai problemi ecclesiastici e
religiosi, tanto nell’Italia meridionale che in Oriente. GLUCA
Ci può fare un esempio? GIGI
Spiegare il carattere di papa Vittore II non è tanto semplice, come non è
facile valutare il suo operato. L’imperatore Enrico III, che lo aveva scelto
come vescovo quasi per caso, aveva poi apprezzato le sue doti di fedeltà
all’impero. Vittore II, fin da giovane è stato caratterizzato dal senso del
dovere e non è mai mancato di diligenza, tanto che anche durante l’infanzia
non ha mai fatto nulla di puerile.
|
|