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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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CLAUDIA Enrique de Aragon, o Villena, è un uomo di vasti interessi, soprattutto in campo letterario. Ha scritto sugli argomenti più disparati e viene considerato un animatore delle corti spagnole, dove organizza tornei poetici. Famosi sono rimasti quello di Saragozza e quello di Barcellona in onore dell’infante de Antequera.

Maestro, è vero che lei conosce diverse lingue?

 

LUCIO Ciertamente. Conosco e so parlare molte lingue, tra le quali l’arabo e l’ebraico, che mi hanno permesso di leggere direttamente i testi di queste civiltà.

 

CLAUDIA È per questo che la considerano un cultore di scienze occulte?

 

LUCIO Bueno. Di me è stato detto di tutto, anche che sono dotato di poteri magici, ma il mio è solo un interesse intellettuale per tutti i campi della conoscenza, compresa l’alchimia.

 

CLAUDIA Scusi, ma si dice di lei che è anche abbastanza, diciamo così, venale …

 

LUCIO (in tono alterato) Chi dice questo? Venga a dirmelo di persona se ha il coraggio. Sangre …

 

CLAUDIA Non si arrabbi, ma, a proposito dello scioglimento del suo matrimonio, corrono voci che lei lo abbia fatto per compiacere a Enrico III, e che in cambio lei è stato nominato maestro di Calatrava.

 

LUCIO Se sono stato nominato maestro è solo per i miei meriti professionali. So cosa si dice in giro: che la mia signora, donna Maria di Castiglia, è l’amante di Enrico III. Non solo, ma dicono anche che per ottenere il marchesato di Villena mi sarei ridotto a numerose bassezze. Le rispondo solo che io sono figlio di don Pedro, nipote di Giacomo II d’Aragona e di donna Juana, figlia naturale di Enrico II.

(in tono dimesso) La verità è che la mia situazione attuale, da un punto di vista economico, è di molto inferiore al mio lignaggio …

 

CLAUDIA Senta, a noi interessa soprattutto la sua produzione artistica. Abbiamo saputo che ha tradotto in castigliano “Le dodici fatiche di Ercole”. Ce ne vuole parlare?

 

LUCIO Quest’opera l’ho scritta prima in catalano e poi è arrivata la versione in castigliano, perché il personaggio di Ercole, in Spagna è considerato alla stessa stregua di un eroe nazionale. Per questo si è resa necessaria la traduzione in castigliano.

 

CLAUDIA Ci vuole parlare di questa sua opera?

 

LUCIO Con mucho gusto. Ogni capitolo è diviso in quattro parti, ognuna delle quali presenta, di ogni fatica di Ercole, le varie interpretazioni: quella letterale, quella allegorica, la morale e la storica. Ogni fatica di Ercole corrisponde così, allegoricamente, a una condizione della società spagnola. Si va dal principe al prelato, dal cittadino al cavaliere, fino ad arrivare alla condizione di “solitario” o a quella di donna.

 

CLAUDIA E qual è lo scopo di questa suddivisione?

 

LUCIO In questo modo ognuno può trovare l’esempio delle virtù necessarie per vivere onoratamente nella sua posizione sociale.

   


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