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STEF
Esattamente vent’anni fa, con la presentazione alla Scala di Milano del
“Nabucco”, è iniziato il successo di Giuseppe Verdi, che ormai ha superato
i confini nazionali ed è un apprezzato compositore anche all’estero. La
nostra esperta teatrale Letizia Fattori, in anteprima,
ci parlerà dell’ultima fatica del musicista di Busseto: “La forza
del destino”. CLAUDIA Don
Alvaro è un giovane peruviano della metà del XVIII secolo, che ama riamato la
figlia del marchese di Calatrava, il quale si oppone alle nozze dei due giovani.
Don Alvaro e Leonora decidono allora di fuggire, ma nel momento di mettere in
atto tale proposito, Leonora viene colta dal rimorso. Don Alvaro accantona allora il progetto, ma viene
sorpreso dal marchese che lo insulta con arroganza. Il giovane riconosce la sua
colpevolezza e getta a terra la pistola in suo possesso per consegnarsi al
marchese. Dall’arma però parte un colpo che ferisce
mortalmente il marchese il quale in punto di morte maledice la figlia. Leonora
sconvolta dall’episodio abbandona la sua casa e va in giro per il mondo sotto
spoglie maschili. Una notte trova rifugio nella locanda di un villaggio
spagnolo dove è presente anche suo fratello Don Carlo che, travestito da
studente, sta cercando Don Alvaro per ucciderlo e vendicare la morte del padre. Don Carlo è alla ricerca anche di Leonora, che
lascia la locanda e si reca in un monastero, dove ottiene di poter trascorrere
il resto della vita lontano da ogni contatto umano, in un vicino eremitaggio. Don Alvaro, che è convinto che Leonora sia morta,
per dimenticare il passato si arruola nell’esercito spagnolo che combatte in
Italia. Anche Don Carlo, sempre con i suoi propositi di vendetta si arruola
nello stesso esercito. Durante una battaglia nei pressi di Velletri Don
Alvaro salva la vita a Don Carlo e i due, ignorando la loro reale identità,
diventano amici. Quando Don Carlo trova tra gli oggetti di Don Alvaro un
ritratto di Leonora, lo sfida a duello, ma i due vengono separati dagli altri
soldati. Don Alvaro, addolorato da questo episodio decide di
ritirarsi in un monastero che è lo stesso dove si trova Leonora. Dopo cinque
anni di ricerche Don Carlo trova Don Alvaro e lo sfida a duello, ma viene ferito
mortalmente. Leonora recatasi a portare i conforti religiosi al
morente, viene riconosciuta dal fratello che la uccide per vendicare l’onore
della famiglia, ma prima di morire Leonora invoca il perdono di Dio per Don
Alvaro. seconda parte CLAUDIA
E ora con la nostra esperta di teatro parliamo del “Don Carlos” di Giuseppe
Verdi, un melodramma in cinque atti rappresentato per la prima volta
quest’anno all’Opéra di Parigi, in occasione dell’Esposizione universale. LAURA Carlos, il protagonista del dramma, è
tormentato dall’amore che prova verso Elisabetta, che è stata sua fidanzata,
e che, sposando suo padre Filippo, è diventata sua matrigna. Il marchese Posa
incita Carlos a recarsi nelle Fiandre, al posto del duca d’Alba, per dare la
libertà a quei popoli oppressi dalla tirannia di Filippo. La stessa Elisabetta
incoraggia il giovane a dedicarsi all’impresa e lo invita a dimenticare il suo
amore per lei. Il rifiuto di Filippo ad acconsentire all’impresa
del figlio lascia Carlos in preda alla passione per Elisabetta. La principessa
di Eboli, delusa da Carlos, per vendicarsi di lui ordisce degli intrighi,
insieme al duca d’Alba e al confessore del re, Domingo. Il sospetto del tradimento di Elisabetta si insinua
nel cuore di Filippo, che teme che la sua sposa sia innamorata di suo figlio
Carlos. In questo stato d’animo, Filippo crede di trovare nel marchese Posa più
che un consigliere, un amico. Posa per convincere Filippo dell’innocenza del
figlio gli consegna alcune lettere personali di Carlos e anche il biglietto
della principessa Eboli che rivela l’amore per lui. Poi per distruggere
completamente i sospetti del re, dichiara di amare Elisabetta.
Il marchese Posa viene ucciso alle spalle per ordine
di Filippo che vede ora nel figlio un pericoloso continuatore degli ideali di
Posa. Sorpreso prima della fuga, Carlos è arrestato e consegnato al tribunale
dell’inquisizione dal padre, che in questo modo crede di rendersi non
responsabile della morte del figlio. |
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