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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Port Arthur è un importante porto strategico della Manciuria, perché si trova in una zona libera dai ghiacci tutto l’anno. Port Arthur  è il nome che noi conosciamo in occidente, assegnato dall’ammiraglio Seymour in onore del principe Arturo di Connaught, ma i giapponesi la chiamano Ryo-jun. La città è stata un’importante base navale inglese e poi è passata sotto il controllo della Cina, tranne un breve periodo di dominio giapponese. Nel 1898 è stata presa in affitto dalla Russia che l’ha trasformata in un’importante fortezza militare, ma i giapponesi hanno scatenato una guerra contro i russi per rientrarne in possesso. Siamo in collegamento telefonico con l’ammiraglio giapponese Heihachiro Togo per conoscere l’esito dello scontro in corso.

Ammiraglio Togo, a che punto sono le operazioni militari?

 

LUCIO La flotta russa ormai è stata annientata e non ci sono più battaglie navali. Le operazioni militari si svolgono a terra e sono portate a termine dalla nostra III armata che è posta sotto il comando del generale Nogi, che sta cercando di impossessarsi della città con la forza con furibondi assalti.

 

STEF E come mai non è ancora riuscito a conquistare Port Arthur?

 

LUCIO Non è tanto semplice, perché la città è difesa da 35 mila uomini che sono sotto gli ordini del generale Stössel ed è ben fornita di vettovaglie e di munizioni. A questo bisogna aggiungere che la Russia, subito dopo che è entrata in possesso della città, ha realizzato importanti lavori di fortificazione, circondando la città di una cinta muraria continua e di quattro cinture esterne concentriche.

 

STEF Da quanto tempo va avanti il vostro tentativo di entrare in possesso di Port Arthur?

 

LUCIO Io con la mia flotta ho dato inizio alle operazioni militari nella notte tra l’8 e il 9 febbraio. Mi sono avvicinato con le mie navi alla flotta russa che era ancorata nella baia e l’ho fatta assalire da un gruppo di torpediniere che sono riuscite a danneggiare due corazzate e un incrociatore. Subito dopo, in un’altra brevissima azione, durata in tutto tre quarti d’ora, sono riuscito a infliggere gravi danni ad altre quattro unità russe.

 

STEF E da parte russa non c’è stata nessuna reazione?

 

LUCIO L’ammiraglio Makarov ha preso il posto dell’ammiraglio Stark e ha cercato di rimettere in efficienza le navi danneggiate e con queste tentare di forzare il blocco navale. Inizialmente ha ottenuto qualche successo, ma il 13 aprile, mentre tornava da un’azione a bordo della nave Petropavlovsk, l’ammiraglio Makarov ha perso la vita con altri 600 marinai che erano a bordo della nave incappata in una delle mine che avevamo disposto sott’acqua.

 

STEF Qual è stato il momento più difficile per la flotta giapponese?

LUCIO Senz’altro il 25 giugno, quando l’ammiraglio russo Witheft ha tentato una sortita con 6 navi da battaglia, 5 incrociatori e 16 torpediniere: una flotta notevolmente superiore a quella di cui disponevo io. Per nostra fortuna, l’ammiraglio Witheft non appena ci ha avvistati è rientrato a Port Arthur senza combattere e il danneggiamento della flotta russa è continuato con l’attività delle nostre truppe di terra, arrivate a tiro utile con i grossi calibri dell’artiglieria.

 


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