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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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CLAUDIA E ora cambiamo argomento e ci spostiamo in Inghilterra, dove William Smith sta completando una grande carta geologica a colori.

Mr Smith, ci vuole parlare di questa sua realizzazione?

 

GLUCA Sì, si tratta di una carta in 15 fogli, in scala di 5 miglia inglesi per pollice. La tiratura, di 400 copie in tutto, è accompagnata da un libretto illustrativo. Un lavoro che mi ha impegnato molto, anche dal punto di vista finanziario.

 

CLAUDIA E come le è venuta questa passione?

 

GLUCA Fin da ragazzo ho raccolto nei dintorni di casa mia, nell’Oxfordshire, dei fossili. È una zona molto antica ed è perciò facile trovare delle rocce del periodo giurassico. Al mio paese ho potuto frequentare solo le scuole elementari e le materie che più mi interessavano erano quelle che si occupavano dello studio del suolo. Ho approfondito l’argomento con personali letture e a diciotto anni sono stato assunto, in qualità di assistente, da un geometra.

 

CLAUDIA  E le è servita questa esperienza?

 

GLUCA Certamente. Ho potuto così verificare le mie conoscenze teoriche e applicarle nella pratica dei lavori di ingegneria civile. Uno dei vantaggi dell’Inghilterra di oggi è il trasporto per via d’acqua, un sistema pratico ed economico per trasportare carichi pesanti e ingombranti, come ad esempio il carbone. Per diffondere questa forma di trasporto, vengono preparati molti progetti di scavo di canali per la navigazione interna.

 

CLAUDIA Anche lei ha partecipato alla realizzazione di qualche progetto?

 

GLUCA Sì, nel 1794 sono stato incaricato dalla “Coal Canal Company” di effettuare degli studi per una rete di canali nel Somersetshire. In quella circostanza ho avuto conferma delle mie ipotesi sulla successione stratigrafica del terreno. Durante i lavori di scavo, infatti  ho avuto occasione di verificare la sequenza stratigrafica e ho potuto osservare che la successione dei fossili si ripetecon una certa costanza e così pure quella degli strati che li contengono.

 

CLAUDIA Scusi, ma… non capisco l’importanza di questa sua scoperta…

 

GLUCA È molto semplice. Se ad ogni strato corrisponde un certo fossile, quando noi ci troviamo di fronte a un fossile possiamo riconoscere l’età delle rocce. Questo criterio, ad esempio, io l’ho applicato per la ricerca di nuovi giacimenti di carbone fossile, che è oggi la principale fonte di energia.

 

CLAUDIA Ma e i suoi studi sulle acque? Li ha abbandonati?

 

GLUCA Naturalmente no. Perché è solo grazie ad essi, più che allo studio sulla stratigrafia, che sono riuscito ad ottenere una certa notorietà nel mio Paese. Dopo che ho bonificato e reso coltivabile la zona paludosa del Prisley Bog, sono stato invitato in molte zone dell’Inghilterra per effettuare lavori di bonifica.

 

CLAUDIA È vero che le hanno affibbiato anche un soprannome per questa sua mania della geologia?

 

GLUCA Sì, mi chiamano “Smith degli strati”, perché con tutte le persone, con le quali entro in contatto per motivi di lavoro, parlo delle successioni stratigrafiche.

 

CLAUDIA E non ha paura che le possano rubare le idee?

 

GLUCA No, perché i miei colleghi non ritengono importanti le mie scoperte sulla stratigrafia.

   


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