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CLAUDIA
E per comprendere meglio la personalità dell’imperatore Sigismondo e
conoscere le sue effettive intenzioni riguardo alla situazione dell’Italia,
ascoltiamo ora la scheda che ci ha preparato Chiara Monti. LAURA
Sigismondo è nato il 15 febbraio del 1361 ed è stato l’ultimo discendente
della casa di Lussemburgo. All’età di 17 anni ha ereditato il margraviato di
Brandeburgo e dopo il fidanzamento con Maria, figlia di Luigi il Grande, si è
assicurato la successione ai troni di Ungheria e di Polonia. A
26 anni è stato nominato re d’Ungheria, un paese per il quale ha sempre
mostrato di curare gli interessi. Invece si è completamente disinteressato del
Brandeburgo che ha ceduto nel 1388 a
Jodoco e Procopio di Moravia. La stessa sorte è toccata al territorio della
Neumark, che Sigismondo ha ereditato dal fratello Giovanni, ma che ha ceduto
quasi subito all’Ordine Teutonico. Con
la morte di Ruperto del Palatinato, che è avvenuta nel 1410, i principi
elettori si sono divisi in due schieramenti, uno dei quali ha nominato
Sigismondo e l’altro Jodoco, che morì poco tempo dopo. Il fratello di
Sigismondo, Venceslao, deposto per indegnità, ha ceduto i suoi diritti a
Sigismondo che è rimasto l’unico imperatore. In
campo religioso, Sigismondo si è occupato di far cessare lo scisma
d’Occidente, soprattutto perché in Boemia, Giovanni Hus continuava ad
accrescere il numero dei seguaci. Dietro le sue insistenze, il papa Giovanni
XXIII ha convocato il Concilio di Costanza che ha potuto svolgere i suoi lavori
grazie all’interessamento di Sigismondo. In
campo militare Sigismondo si è rivelato un condottiero piuttosto mediocre.
Infatti nello scontro con Venezia ha perduto la Dalmazia e le guerre contro gli
Ussiti, i seguaci di Giovanni Hus, che Sigismondo ha consegnato al Concilio
suscitando l’odio dei Boemi, hanno avuto un esito così sfavorevole che
Sigismondo è stato costretto a scendere a patti con gli avversari.
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