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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Angelo Secchi è un astronomo di Reggio Emilia che con i suoi studi ha fornito importanti contributi nel campo dell’astronomia, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di classificazione delle stelle. È direttore del nuovo Osservatorio del Collegio romano, che è dotato di strumenti moderni ed è costruito sopra tre piloni che dovevano servire per la cupola di Sant’Ignazio, mai realizzata. Angelo Secchi è qui con noi ed ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Direttore, ci vuol parlare della sua formazione?

 

LUCIO Non c’è molto da dire. Ho frequentato il Collegio dei gesuiti di Reggio Emilia e all’età di 15 anni sono entrato nella Compagnia di Gesù. Dopo il noviziato ho insegnato per un anno grammatica e filologia a Roma e poi sono andato a Loreto, dove ho insegnato fisica e matematica. Quando avevo 26 anni ho iniziato gli studi teologici per diventare sacerdote e ho ricevuto l’ordinazione il 12 settembre del 1847.

 

STEF Gli avvenimenti del 1848 l’hanno coinvolta in qualche modo?

 

LUCIO Sono stato costretto a lasciare Roma, insieme ai miei confratelli e ho dovuto prendere la via dell’esilio. In un primo tempo mi sono recato nel Collegio cattolico di Stonyhurst, ma poi mi sono imbarcato per gli Stati Uniti, dove ho insegnato all’Università di Georgetown mentre approfondivo le mie ricerche nel campo dell’astronomia. Dall’America sono rientrato quando ho saputo che la situazione politica a Roma si era stabilizzata, ma prima di tornare a Roma ho visitato l’osservatorio di Greenwich e quello di Parigi.

 

STEF Ci vuol parlare delle sue ricerche?

 

LUCIO In questi anni mi sono occupato di un po’ di tutto: di meteorologia, di geofisica, di archeologia. Ho costruito un meteorografo,  uno strumento che serve a misurare la pressione atmosferica, a stabilire la temperatura e a indicare le condizioni climatiche, cioè se ci sarà vento o pioggia o bel tempo. Sono anche stato incaricato dal governo pontificio di eseguire la misura della base trigonometrica della via Appia.

 

STEF E per quanto riguarda l’astronomia?

 

LUCIO Mi sono occupato soprattutto dello studio dal punto di vista fisico degli astri e ho osservato i pianeti al telescopio, in particolare Marte. Mentre osservavo le comete ne ho scoperte due, quella di Biela, al suo ritorno, la 1852 III e la 1853 I. Le mie osservazioni quotidiane sono state rivolte comunque al sole, in particolare alle macchie solari e alle protuberanze.

 

STEF E che cosa ci può dire delle eclissi?

 

LUCIO Due anni fa, esattamente il 18 luglio, mi sono recato in Spagna per osservare l’eclissi totale. Confrontando le fotografie che ho scattato al Desierto de las Palmas con quelle ottenute da De la Rue a Rivarbellosa ho trovato finalmente una conferma su una questione che da tempo stava interessando gli astronomi e oggi posso affermare con certezza che le protuberanze appartengono al sole.

   


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