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CLAUDIA
E per finire parliamo di un artista fiorentino. Come di consueto, quando si
tratta di artisti toscani e a maggior ragione di quelli fiorentini, se ne doveva
occupare il nostro inviato speciale Ettore Girolami, ma è a letto con
l’influenza. Siamo certi che Eleonora Castelli, la nostra bella e brava
collega, non farà rimpiangere la sua assenza. Anzi, ultimamente, Ettore ha
fatto dei servizi non molto lucidi, forse perché già in preda alla febbre. Allora,
Eleonora, di quale artista si tratta? LAURA
Scusate, ma sono un po’ emozionata. Il nostro artista si chiama Iacopo Tatti,
ma è conosciuto come Sansovino, dal nome del suo maestro. È nato a Firenze nel
1486 e all’età di vent’anni si è recato a Roma, da dove è stato costretto
a fuggire nel 1527, durante il famigerato “sacco” operato dai lanzichenecchi
di Carlo V. Per caso, mentre scappava verso la Francia, dove Francesco I aveva
la fama di accogliere munificamente alla reggia di Fontainebleau gli artisti
italiani, ha deviato verso Venezia. È stato trattenuto nella città lagunare
dal doge Andrea Gritti, che lo ha incaricato di consolidare le cupole della
basilica di San Marco. CLAUDIA
E a Venezia il Sansovino ha avuto il successo che cercava? LAURA
Altroché. Da quando nel 1529 è diventato “protomaestro”, cioè maestro
principale della fabbrica di San Marco, il Sansovino è in pratica il consulente
della Serenissima in tutte le questioni tecniche: dalle fortificazioni alle
case, dalle opere idrauliche alle spedizioni per recuperare marmi antichi. A
questo bisogna aggiungere che il Sansovino sta sistemando la basilica e la
piazza di San Marco e in più lavora nei palazzi privati, nelle ville e realizza
monumenti funebri per i signori veneziani. Un’attività frenetica, non so
proprio come faccia. CLAUDIA
E di cosa si sta occupando ora? LAURA
Della “Libreria Vecchia “ di San Marco. Da quando è arrivato a Venezia il
Sansovino ha svolto importanti lavori, come dicevo prima. Basti pensare al
Palazzo Corner, conosciuto come la Ca’ Grande e alla Zecca.
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