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BARB
Aleksandr Sergeevic
Pùškin è uno scrittore russo che ha manifestato fin dalla giovinezza di aver
ben assimilato tutti gli insegnamenti e gli stili che la poesia della sua terra
ha sviluppato nel corso del ‘700. I suoi filoni vanno dall’umanitario
realistico a quello magico e avventuroso, da quello ironico a quello
psicologico. Il giovane scrittore ha accettato il nostro invito e si è
dichiarato disponibile a rispondere ad alcune nostre domande. Nascere in un grande paese come il suo è un
vantaggio o uno svantaggio per uno scrittore? FABIO
Non saprei come rispondere a questa domanda. Io
ho condiviso con entusiasmo i primi fervori democratici e liberali che si sono
manifestati in Russia, ma per questo ho dovuto pagare un prezzo elevato. Quello
che però mi ha dato più fastidio non è stato tanto il fatto di essere inviato
al confino nel sud del paese, ma l’incomprensione mostrata verso la mia opera,
che è stata censurata, avvilita e beffeggiata. BARB Quali
temi affronta nelle sue opere? FABIO Soprattutto il rapporto fra l’uomo e la
storia e lo studio dell’uomo che viene schiacciato da un ingranaggio che lo
travolge e lo trascina con sé. Si può trattare di un povero impiegato
ossessionato dal fantasma di Pietro il Grande, di uno zar dilaniato dalle lotte
per il trono, come per lo zar Boris Godunov, oppure di personaggi che sono
travolti dall’ondata rivoluzionaria. BARB
Come è stata accolta la sua opera in Russia?
FABIO Gli atteggiamenti nei miei confronti vanno
dall’invidia alla calunnia e non le nascondo che, per quieto vivere, sono
spesso costretto ad accettare regole sociali che io non condivido e che sento
estranee nel profondo del mio animo. Per questa mia irrequietezza e per il fatto
che manifesto una certa indipendenza di giudizio, che si riflette anche nella
produzione letteraria, sono mal visto anche a corte. BARB
Qual è la sua ultima opera? FABIO Si intitola “La figlia del capitano”, un
romanzo storico che è nato durante le ricerche che ho effettuato
nell’Archivio di stato di Pietroburgo, riguardo alla rivolta di Pugacev.
Protagonista è un giovane di nome Grinev che lascia la casa paterna per recarsi
alla fortezza di Belygorsk, dove deve prestare servizio e dove conosce Maria
Mironova, la figlia del comandante. Pugacev riesce a impadronirsi della fortezza, ma salva la vita a Maria e a
Grinev che viene però accusato di tradimento, ma ottiene la grazia
dall’imperatrice per intercessione dell’amata Maria.
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