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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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BARB Aleksandr Sergeevic Pùškin è uno scrittore russo che ha manifestato fin dalla giovinezza di aver ben assimilato tutti gli insegnamenti e gli stili che la poesia della sua terra ha sviluppato nel corso del ‘700. I suoi filoni vanno dall’umanitario realistico a quello magico e avventuroso, da quello ironico a quello psicologico. Il giovane scrittore ha accettato il nostro invito e si è dichiarato disponibile a rispondere ad alcune nostre domande.

Nascere in un grande paese come il suo è un vantaggio o uno svantaggio per uno scrittore?

 

FABIO Non saprei come rispondere a questa domanda. Io ho condiviso con entusiasmo i primi fervori democratici e liberali che si sono manifestati in Russia, ma per questo ho dovuto pagare un prezzo elevato. Quello che però mi ha dato più fastidio non è stato tanto il fatto di essere inviato al confino nel sud del paese, ma l’incomprensione mostrata verso la mia opera, che è stata censurata, avvilita e beffeggiata.

 

BARB Quali temi affronta nelle sue opere?

 

FABIO Soprattutto il rapporto fra l’uomo e la storia e lo studio dell’uomo che viene schiacciato da un ingranaggio che lo travolge e lo trascina con sé. Si può trattare di un povero impiegato ossessionato dal fantasma di Pietro il Grande, di uno zar dilaniato dalle lotte per il trono, come per lo zar Boris Godunov, oppure di personaggi che sono travolti dall’ondata rivoluzionaria. 

 

BARB Come è stata accolta la sua opera in Russia?  

 

FABIO Gli atteggiamenti nei miei confronti vanno dall’invidia alla calunnia e non le nascondo che, per quieto vivere, sono spesso costretto ad accettare regole sociali che io non condivido e che sento estranee nel profondo del mio animo. Per questa mia irrequietezza e per il fatto che manifesto una certa indipendenza di giudizio, che si riflette anche nella produzione letteraria, sono mal visto anche a corte.

 

BARB Qual è la sua ultima opera?

 

FABIO Si intitola “La figlia del capitano”, un romanzo storico che è nato durante le ricerche che ho effettuato nell’Archivio di stato di Pietroburgo, riguardo alla rivolta di Pugacev. Protagonista è un giovane di nome Grinev che lascia la casa paterna per recarsi alla fortezza di Belygorsk, dove deve prestare servizio e dove conosce Maria Mironova, la figlia del comandante. Pugacev riesce a impadronirsi della fortezza, ma salva la vita a Maria e a Grinev che viene però accusato di tradimento, ma ottiene la grazia dall’imperatrice per intercessione dell’amata Maria.

 


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