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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Il papa Pio IX è rientrato oggi a Roma, da dove si era allontanato il 24 novembre di due anni fa per recarsi a Gaeta sotto la protezione del re Ferdinando II. Durante l’assenza del papa è stata eletta una Costituente che il 9 febbraio dell’anno scorso ha decretato il papato “decaduto di fatto e di diritto” ed è stata proclamata un repubblica retta da un triumvirato formato da Armellini, Mazzini e Saffi. Pio IX si è allora appellato alle potenze cattoliche di Francia, Austria e Spagna che sono intervenute militarmente e il 3 luglio hanno decretato la fine della repubblica. La scheda preparata da Francesca Casati ricostruisce, tappa per tappa, il rientro del papa a Roma.

   

CLAUDIA Il papa è partito da Portici giovedì scorso, accompagnato fino al confine dal re delle Due Sicilie Ferdinando II. Per la devozione dimostrata in questo periodo, il papa, accomiatandosi dal re, ha benedetto lui, la sua famiglia, il suo regno e il suo popolo.

 

A Terracina ha ricevuto l’ossequio dei suoi ministri e poi da Velletri si è diretto a Roma, dove è giunto oggi, accolto solennemente con gli onori militari delle truppe francesi tra l’entusiasmo popolare.

 

Il comandante in capo dei soldati francesi, il generale Baraguay d’Hilliers, ha scortato di persona il pontefice e ha cavalcato a fianco alla sua carrozza, non riuscendo a trattenere le lacrime dalla commozione, che facevano ancora più effetto perché in contrasto con il suo portamento marziale.

 

Sono stati sparati a salve dei colpi di cannone mentre le campane suonavano a distesa e la gente si affollava lungo il tragitto della carrozza che trasportava il Santo padre. I religiosi si sono rallegrati per il ritorno del papa, ma anche il popolo ne è felice, perché spera che sia alleviata la dura pressione e che sia rinnovata l’amnistia come nel ‘46.

 

L’attività repressiva dei tribunali militari francesi ha costretto all’emigrazione molti che avevano manifestato simpatie per il governo repubblicano formato dal triumvirato di Mazzini, Armellini e Saffi.

 

La grave situazione economica ha visto l’imposizione di nuove tasse che interessa tutte le arti, i commerci e le industrie, compresi i cenciaioli e i venditori di zolfini. Responsabile di questa “tassa di patente” viene ritenuto il cardinale Giacomo Antonelli e ora tutti sperano che, con il ritorno del papa, l’autorità dell’Antonelli abbia a diminuire.

 


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