| ||||
|
STEF
La guerra causa numerose vittime, ma molti soldati forse si potrebbero salvare
con operazioni adeguate o interventi tempestivi per evitare che le ferite
peggiorino e causino la morte del malcapitato. Parliamo di questo con
Giambattista Della Porta, una figura versatile di scienziato, scrittore e autore
drammatico. Maestro, esiste oggi qualcuno in grado di curare le
ferite provocate dalle armi da fuoco? LUCIO
Certamente. Anzi sarebbe più corretto dire che esisteva, perché
il francese Ambroise Paré, quello che io ritengo uno dei più grandi chirurghi
del nostro tempo, è scomparso alcuni mesi fa.
STEF
E come ha scoperto questa innovativa tecnica di cura? LUCIO Ambroise Paré è venuto in Italia come
chirurgo durante la campagna militare del 1536 e proprio in quella circostanza
ha scoperto un nuovo metodo per curare le ferite da archibugio. Invece di
adoperare l’olio bollente o il ferro rovente per curare queste ferite, che
erano considerate come avvelenate, impiegò uno speciale unguento di sua
invenzione. Un sistema che, in verità, stava allora tentando anche un chirurgo
di Torino. STEF
Sempre sulla pelle della povera gente vengono fatti gli esperimenti … LUCIO No, si sbaglia. Nella sua carriera di chirurgo
militare Paré ha guarito non solo semplici soldati feriti, ma anche personaggi
importanti, come il duca di Guisa che era stato colpito da un colpo di lancia.
Una importante scoperta di Paré è stata quella di fermare le emorragie
ricorrendo alla legatura dei vasi, anziché servirsi delle cauterizzazioni. STEF
Ci sono stati anche degli insuccessi, è morto qualche personaggio illustre? LUCIO Sì. Quello più conosciuto riguarda Enrico II
che rimase ferito gravemente durante un torneo per festeggiare la conclusione
del trattato di Cateua-Cambrésis nel mese di luglio del 1559. Paré chiese
anche l’intervento di Andrea Vesalio, il medico e anatomista fiammingo che lui
aveva conosciuto mentre era prigioniero degli spagnoli. Ma fu tutto inutile
perché Enrico II morì in seguito alle conseguenze delle ferite. STEF
Oltre che di queste ferite, si è occupato di altro? LUCIO Beh, possiamo ricordare l’estrazione di
calcoli vescicali, l’estrazione di vari tipi di frecce e lance, senza contare
che Paré ha anche il merito di aver realizzato gli strumenti adatti per questi
interventi chirurgici. E pensare che è stato allievo di un ecclesiastico con
scarso profitto, prima di passare al servizio della contessa Laval in qualità
di sguattero. Ha trovato la sua strada quando è diventato apprendista presso il
barbiere-cerusico del conte e ha completato la sua formazione presso
l’ospedale Hotel-Dieu di Parigi, dove è rimasto per tre anni. STEF
E quale è stata la reazione degli accademici nei confronti di questo
autodidatta? LUCIO Non certo buona. È stato coinvolto in un lungo
processo contro la facoltà di medicina di Parigi e gli attacchi anonimi da
parte di medici non si contano. Il successo di Paré ha suscitato invidie e
cattiverie di ogni genere. Alcuni medici hanno perfino sostenuto che Paré non
è l’autore dei suoi libri, perché non è possibile che un illetterato abbia
scritto tanto. |
|