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GIANLUCA
Abbiamo con noi in studio Paolo Varnefrido, storico assai stimato, che ci parlerà
del regno longobardico. Perché è conosciuto come Paolo Diacono? GIGI
Perché è il grado che ricopro nel mio monastero di Cassino. GIANLUCA
Quali sono le sue opere preferite? GIGI
La “Storia Naturale” di Plinio, i “Dialoghi” di Gregorio Magno, il
commento di Virgilio realizzato da Servio e poi gli scritti di Isidoro di
Siviglia, Paolo Orosio e altri. GIANLUCA
Qual è stato il suo primo libro? GIGI
Un carme sulle età del mondo scritto nel 763 per Adelperga, figlia di
Desiderio, andata in sposa a mio fratello Arichi, duca di Benevento. GIANLUCA Come
ha reagito alla caduta del regno
longobardo? GIGI
Come uomo sono rimasto addolorato, perché anch’io sono longobardo ed ero in
buoni rapporti con la famiglia di re Desiderio. Come religioso ho trovato
conforto nella fede e poi sono molto assorbito dai miei studi. GIANLUCA
È vero che si è recato da Carlo in Francia? GIGI
Sì, quando mio fratello Arichi è stato sconfitto e condotto prigioniero in
Francia nel 776, ho implorato il perdono di Carlo. Sono stato accolto
amabilmente e Carlo mi ha trattenuto per quattro anni alla sua corte, dove sono
stato trattato con tutti gli onori. GIANLUCA
Che impressione ha avuto della Francia? GIGI
Sono rimasto colpito dalle ricchezze di quei luoghi e ho visitato i maggiori
monasteri, ma dopo tanto girovagare ho sentito il bisogno di ritonare al mio
monastero di Cassino. GIANLUCA
Ed è stato lì che ha scritto l’Historia
Longobardorum, dagli studiosi ritenuta la sua opera più importante? GIGI
Questi anni di profondi capovolgimenti politici e sociali meritano di essere
raccontati, ma per far questo avevo bisogno della pace, della quiete del mio
monastero. GIANLUCA
Di cosa si parla nella sua opera? GIGI
Il popolo longobardo ha sempre tramandato oralmente la sua cultura. Ho cercato
di raccontare le imprese dei re longobardi collegandomi alla storia romana. GIANLUCA
Questa sua rievocazione arriva fino ai giorni nostri? GIGI
No, per il momento si ferma a Liutprando, il nostro più grande re. GIANLUCA
Ascoltiamo allora alcune descrizioni di Liutprando così come vengono riportate
nella “Historia Longobardorum” di Paolo Diacono. LAURA Liutprando
compì molte guerre contro i romani e in esse risultò sempre vittorioso tranne
una prima volta a Rimini, dove, lui assente, il suo esercito fu sconfitto [¼] Liutprando, dopo trentun anni e sette mesi di regno,
già in età matura, compì il corso della sua vita terrena. Il suo corpo fu
inumato nella basilica del beato Adriano martire, dove riposa anche suo padre.
Fu uomo di notevole sapienza, prudente nei consigli, molto pio e amante della
pace. Valoroso in guerra, clemente con i rei, casto, pudico, abile oratore e
generoso nelle elemosine; ignaro di lettere ma degno di gareggiare con i
filosofi; premuroso del benessere del popolo, restauratore delle leggi.
All’inizio del suo regno, occupò moltissime fortezze dei Bavari, sempre
confidando più nella preghiera che nelle armi. |
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