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LAURA
Il frate Luca Pacioli ha da poco terminato di comporre un trattato di
matematica, intitolato “De divina proportione”. Ce ne parla il nostro
inviato speciale Ettore Girolami. Ettore che cosa puoi dirci di quest’opera? MARCO
Guarda, io fin da piccino non sono mai stato bravo in matematica,
perciò ti dico solo quello che sono riuscito a capire e non chiedermi altre
spiegazioni, perché non te ne posso dare. LAURA
E va bene, dicci allora quello che sai. MARCO Prima di tutto devi sapere che “De divina
proportione” non è il titolo completo dell’opera, che in realtà è
lunghissimo e non me lo ricordo tutto, perché oggi ho un mal di testa che non
hai idea, come se qualcuno battesse con un martello… LAURA
Ettore, d’accordo, non ti chiediamo il titolo completo dell’opera, ma puoi
dirci almeno di cosa tratta? MARCO È una cosa veramente complicata e io non
riesco a capire perché gli studiosi si devono creare tanti problemi. Comunque,
ti dico quello che mi sono segnato ma, ripeto, non ci capisco nulla. Dunque, il
trattato è scritto in volgare latineggiante e si apre con un elogio delle
discipline matematiche, considerate il fondamento di ogni altra scienza. Segue
poi l’esposizione secondo i principi euclidei degli effetti della divina
proporzione, dai quali si passa allo studio dei poliedri regolari e della sfera.
Ecco, c’è scritto proprio così ma non chiedermi cosa vuol dire. LAURA
Non ti preoccupare, i nostri ascoltatori sanno sicuramente cosa significa. Ora
vai avanti. MARCO Io vado avanti, eh. Segue poi un breve trattato
di architettura, in cui il Pacioli cerca di delimitare i primi elementi
dell’arte del costruire, occupandosi dei vari tipi di colonne, della
costruzione geometrica del corpo umano e delle lettere dell’alfabeto. Con la
ricerca geometrica dei corpi regolari, il Pacioli vuole esaltare l’ideale
purezza di tutti gli altri corpi dipendenti. Chiaro, no? LAURA
Ascolta, non c’è qualche particolarità, qualche notizia curiosa da
segnalare? MARCO Beh sì, una notiziola ce l’avrei, anzi due.
La prima è che le lettere dell’alfabeto e le figure dei poliedri disegnate in
prospettiva e raccolte al fondo del volume, secondo il Pacioli, sono opera di
Leonardo da Vinci. Il libro, in effetti, nella parte che tratta l’elogio della
pittura, contiene delle informazioni sulle opere del maestro di Vinci. La
seconda è che lo studio dei corpi regolari risente dell’influenza di Piero
della Francesca, che di Pacioli è stato maestro. |
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