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STEF
Antonio Pacinotti è un giovane fisico e matematico toscano studioso di
elettrologia. La passione per gli studi scientifici l’ha sicuramente ereditata
dal padre Luigi, docente di fisica tecnologica e meccanica all’università di
Pisa. Sig. Pacinotti, che influenza ha avuto sulla sua
formazione la professione di suo padre? LUCIO
Direi che è stata fondamentale. Vede, io sono il primo di 11
fratelli e sono cresciuto tra i libri e gli strumenti di laboratorio di mio
padre. Pensi che a quindici anni sono stato ammesso alla frequenza del corso di
matematica pura e applicata dell’università di Pisa, che ha una tradizione di
tutto rispetto sia in campo matematico che scientifico. STEF
E a cosa si deve il suo interesse per l’elettrologia? LUCIO Ho seguito alcune lezioni sull’elettrologia
tenute dal professor Riccardo Felici, che sta portando avanti una ricerca
sull’elettromagnetismo e poi ho approfondito l’argomento leggendo lo studio
“Traité d’électricité théorique et appliquée” del fisico francese De
la Rive. L’anno scorso ho cominciato a raccogliere i miei appunti in un
quaderno appunti ai quali ho dato il titolo “Sogni”. Non le sembra
significativo? STEF
Molto significativo. E senta, secondo lei, è possibile ottenere energia
elettrica? LUCIO Certamente. Già il chimico e fisico inglese
Michael Faraday nel 1831 e Pixii l’anno seguente hanno costruito un generatore
utilizzando magneti permanenti, quelli che comunemente sono conosciuti come
calamite, ai quali avevano aggiunto un commutatore e avevano ottenuto della
corrente continua. Un ulteriore progresso si è avuto nel 1845, quando il fisico
inglese Sir Charles Wheatstone ha sostituito i magneti permanenti con
elettromagneti eccitati da una batteria. STEF
E lei di cosa si sta occupando? LUCIO Io sto facendo degli esperimenti con un anello
che permette di ottenere tensioni molto superiori a quelle che sono state
ottenute fino ad oggi. Ho inserito molte più spire e così la dinamo,
effettivamente, da strumento di laboratorio può diventare una possibile
macchina per la generazione di correnti elettriche continue e quindi avere delle
applicazioni industriali. STEF
E come è fatta questa sua macchina? LUCIO È formata da un filo di rame coperto da
isolante e avvolto a spirale su un anello di ferro. Questo anello viene montato
su una ruota che ha un asse di rotazione orizzontale con le due estremità dei
fili saldate tra loro e due spazzole appoggiate sul fianco esterno, in punti
opposti. L’anello può servire a due scopi: o per generare una forza
elettromotrice o per costituire un motore. |
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