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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Per conoscere le motivazioni che hanno spinto il re Ferdinando IV ad invadere con l’esercito napoletano lo stato pontificio e a liberare Roma dai francesi ci siamo rivolti all’ammiraglio inglese Orazio Nelson, un uomo che non ha certo bisogno di presentazioni dopo che il 1° agosto di quest’anno ha distrutto ad Abukir la flotta francese che ha trasportato l’armata di Napoleone in Egitto.

Ammiraglio, la responsabilità di questa guerra è da attribuire ai francesi?

 

PASQ No, in verità, il Direttorio della Repubblica francese, di fronte alle aperte ostilità della corte napoletana ha mostrato una grande pazienza ed era perfino arrivato a promettere che, per amore della pace, avrebbe ceduto al re Ferdinando l’isola di Malta e avrebbe pure dato ordine alle truppe francesi di abbandonare Roma, ma il Re di Napoli non ha voluto sentir parlare di pace, deciso com’era a scatenare la guerra.

 

STEF E il suo paese, l’Inghilterra, quale ruolo ha svolto?

 

PASQ Ovviamente il mio paese non vede di buon occhio una eventuale crescita dell’influenza della Francia sul territorio italiano e quindi si è schierato dalla parte del regno di Napoli. La flotta inglese nel Mar Mediterraneo è superiore a quella francese, e questa superiorità si è ulteriormente accresciuta perché il re Ferdinando si è impegnato ad aggiungere quattro vascelli, quattro fregate, quattro navi più piccole e all’occorrenza tremila marinai.

 

STEF Il generale austriaco Mack ha accettato di buon grado il comando delle truppe napoletane?

 

PASQ Solo dopo lunghe esitazioni, dovute soprattutto al tentativo di accaparrare onorificenze e concessioni di terra presso la corte di Vienna. Grande accoglienza è stata invece fatta al generale Mack da entrambi i sovrani, quando il 9 ottobre scorso il comandante è arrivato a Caserta. Pensi che la regina, in mia presenza, ha detto: “Generale, siate per noi in terra, ciò che è stato in mare l’ammiraglio Nelson”.

 

STEF Il comandante delle truppe francesi Championnet ha espresso apprezzamenti poco lusinghieri sull’esercito napoletano. Il generale Mack condivide  tale opinione?

 

PASQ No, tutt’altro. Ho sentito personalmente dire al generale Mack che quello napoletano, con i suoi trentamila uomini, “è il più bell’esercito d’Europa”. La partenza dell’esercito alla volta di Roma, che era stata stabilita per il 17 novembre, è stata spostata prima al 20 e poi al 24, ma solo perché il generale Mack aspettava un ordine da Vienna, non certo per sfiducia nelle truppe a lui sottoposte.

 

STEF E qual è stata la reazione del re Ferdinando di fronte a tanta esitazione?

 

PASQ Il re, quattro giorni fa, ha ordinato la pubblicazione di un manifesto in cui ha spiegato che le continue minacce da parte dei francesi lo avevano convinto a far avanzare il suo esercito nello Stato pontificio per ristabilire la religione cattolica, far cessare l’anarchia esistente e far ritornare il legittimo sovrano. Il re ha concluso dicendo che non era sua intenzione dichiarare guerra a nessuna potenza, ma ha esortato i comandanti di qualsiasi esercito straniero a ritirare le truppe dal territorio romano.

 


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