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STEF
Pieter van Musschenbroek è un fisco di Leiden che sta realizzando degli
interessanti esperimenti nel campo dell’elettricità, un settore dove bisogna
prestare molta attenzione perché si può andare incontro a inconvenienti di
diverso genere, come lo stesso scienziato ci racconterà. Professor
Musschenbroek, ci vuole raccontare qualcuno
di questi episodi, diciamo così, spiacevoli? LUCIO
Sì, certo. Uno in particolare mi ha fatto
prendere un sacco di spavento. Stavo sperimentando la forza dell’elettricità
e reggevo con una mano una bottiglia parzialmente riempita d’acqua nella quale
era immerso un filo di ottone che a sua volta era collegato a una macchina
elettrostatica. Non ci crederà ma sono stato colpito da una scarica così
violenta che tutto il corpo ne è rimasto scosso, come se fossi stato centrato
da un fulmine. Questo esperimento mi è servito però per realizzare il primo
accumulatore elettrico, quello noto come bottiglia di Leida.
STEF
Scusi, ma la bottiglia di Leida non è stata inventata dal canonico Jürgen von
Kleist, il decano della cattedrale di Cammin? LUCIO Non voglio entrare in polemiche di questo tipo,
ma il canonico Jürgen è arrivato dopo di me alla stessa invenzione; insomma
abbiamo lavorato uno all’insaputa dell’altro, ma chi ha realizzato per primo
questo tipo di accumulatore sono stato io. Se proprio devo essere riconoscente a
qualcuno, questo è mio fratello Jan che mi ha aiutato molto durante i miei
esperimenti. STEF
Provenite da una famiglia di ricercatori? LUCIO No. La nostra è un’antica famiglia di
artigiani. Mio padre Jan e mio zio Samuel erano molto apprezzati come fonditori
di bronzo e costruttori di apparecchi scientifici, come pompe pneumatiche,
microscopi, telescopi e altri strumenti di precisione. Mio fratello Jan è un
bravissimo meccanico e ha continuato con successo l’attività di mio padre e
di mio zio. Pensi che è stato uno stretto collaboratore di Gravesande e ha
costruito per lui tutti gli strumenti che gli sono serviti per gli esperimenti
di fisica. STEF
E lei che tipo di formazione ha avuto? LUCIO All’inizio ho intrapreso studi umanistici, ma
poi ho preferito seguire corsi di medicina, disciplina nella quale mi sono
laureato a 23 anni con una tesi non solo teorica, ma arricchita di numerosi
esperimenti. STEF
E quando ha cominciato a interessarsi della fisica? LUCIO Nel 1719, quando avevo 27 anni sono andato a
Londra e lì ho conosciuto Newton. Lei non ci crederà, ma ho abbandonato la
professione medica che esercitavo ormai da diversi anni e mi sono dedicato
interamente alla fisica. In verità non è stato solo l’incontro con Newton a
condizionare questa mia scelta, ma tutto un insieme di cose: il fatto che i miei
familiari si fossero applicati per anni di strumenti per la fisica,
l’influenza di Gravesande e anche una certa inclinazione personale. |
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