| ||||
|
BARB
Sulla personalità e sulla formazione di Filippo Melantone che ha elaborato la
“Confessione” il documento che potrà avvicinare o allontanare del tutto
cattolici ed evangelici nell’incontro di Augusta, ascoltiamo la scheda che ha
preparato Raffaella Palmieri. STEFANIA Filippo Melantone è nato a Bretten, nel Palatinato, il 16 febbraio 1497 da Georg Schwarzerd, un armaiolo e da Barbara. Il padre è morto quando Filippo aveva 10 anni e
della sua educazione si è occupato un parente della madre, il famoso ebraista
Reuchlin che lo ha indirizzato verso gli studi umanistici. Filippo si è distinto negli studi, prima a
Heidelberg e poi a Tubinga dove, a soli 17 anni, ha ottenuto il titolo di
“magister artium”. Non potendo concorrere a titoli più alti a causa della
giovane età, ha cominciato a dare lezioni private sugli scrittori antichi. In questo periodo il suo cognome Schwarz-erd, che significa “terra nera”, è stato ellenizzato in Melan-chthon. Nel 1518, in seguito ai contrasti tra la Scolastica e
i principi dell’Umanesimo, su consiglio di Reuchlin, rifiuta l’offerta di
una cattedra di greco a Wittenberg. Affascinato dalla personalità di Lutero, da
erasmiano diventa sostenitore della Riforma, si dà allo studio della Sacra
Scrittura e nel 1519 assiste Lutero nella disputa di Lipsia. Mite di carattere, in possesso di una cultura
approfondita, ha mitigato gli eccessi del temperamento impetuoso e
dell’intransigenza di Lutero e non ha mai cessato di sperare in una riforma
interna della Chiesa. Col tempo la sua adesione ai principi di Lutero si è
andata attenuando e l’anno scorso ha manifestato i primi dubbi sulla
concezione dei Sacramenti sostenuta da Lutero. |
|