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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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BARB L’imperatore Massimiliano II d’Asburgo sarà ricordato per aver cercato di raggiungere un accordo tra cattolici e protestanti, un tentativo destinato al fallimento. Anche lo scontro contro i turchi non ha avuto buon esito, tuttavia è per merito di Massimiliano II se in questi anni si è avuta una pace religiosa. Ascoltiamo la scheda che dell’imperatore ha preparato Francesca Bombelli.

   

STEFANIA Massimiliano II è nato a Vienna il 31 luglio 1527 dall’imperatore Ferdinando I e da Anna dei Jagelloni. Nipote dell’imperatore Carlo V, è entrato a far parte del suo seguito e ad appena 19 anni ha preso parte alla guerra della Lega di Smalcalda.

 

All’età di 21 anni si è sposato con Maria, la figlia primogenita di Carlo V e per due anni, dal 1548 al 1550 ha governato la Spagna al posto dell’infante Filippo.

 

I rapporti tra Massimiliano e Filippo sono sempre stati tesi e questo ha aumentato l’antipatia per la Spagna da parte di Massimiliano, che dal 1552 si è stabilito a Vienna avvicinandosi al protestantesimo per opera del suo maestro Wolfgang Schiefer.

 

Questo sentimento religioso ha causato la collera di suo zio Carlo V e la lite con suo padre Ferdinando, ma nemmeno la mediazione di sua moglie Anna, legata al cattolicesimo, è servita a far cambiare idea a Massimiliano.

 

In occasione della pace di Augusta del 1555, che ha sancito la libertà religiosa per i principi tedeschi, Massimiliano si è schierato dalla parte dei protestanti, ma non ha cambiato religione, sia per considerazioni di ordine familiare che per opportunità politiche.

 

Dopo che nel 1558 suo padre Ferdinando ha comunicato al papa Paolo IV che solo un seguace della religione cattolica gli sarebbe successo sul trono imperiale Massimiliano ha fatto sapere che non avrebbe mai lasciato la chiesa cattolica.

 

Nel 1562 è stato nominato re di Boemia, l’anno dopo re d’Ungheria e alla morte del padre Ferdinando ha ereditato, in qualità di primogenito, l’impero.

 

Ha mantenuto nei confronti dei sudditi cattolici e di quelli protestanti un atteggiamento poco chiaro così che i protestanti lo hanno chiamato papista e i cattolici luterano. Ha disapprovato la repressione che Filippo II ha attuato nei Paesi Bassi e si è opposto all’invio del duca D’Alba in quei territori senza ottenere effetto.

 

Nei confronti dei turchi ha cercato di rimanere in pace e, nonostante le richieste del papa, della Spagna e di Venezia, non si è lasciato coinvolgere nella Lega Santa e non ha partecipato alla battaglia di Lepanto del 1571.

 

Da tempo ammalato è morto ieri ad Augusta all’età di 49 anni.

 


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