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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Benedetto Marcello, un veneziano di origini patrizie, fin da fanciullo ha mostrato un grande interesse per la musica. I suoi familiari, alla fine, hanno dovuto acconsentire a fargli seguire la carriera di musicista, una professione che viene ritenuta poco conveniente per un nobile. Nel corso della sua vita ha preso parte a pranzi e banchetti ed è perciò una persona particolarmente indicata per parlarci del comportamento che tengono i popolani a tavola.

Senta, in confidenza, nota che ci siano delle diversità di comportamento a tavola tra i patrizi e i popolani?

 

PASQ Le devo confessare che io sono un po’ prevenuto contro certi atteggiamenti che tengono i popolani a tavola. Nella mia famiglia siamo stati educati, fin da piccoli, al rispetto di certe regole elementari ma quando mi sono trovato a qualche pranzo di nozze ho visto che il comportamento dei popolani a tavola, sebbene più controllato, è impacciato e poco signorile.

 

STEF E come si comportano allora, quando non prendono parte a qualche cerimonia?

 

PASQ Proprio in modo incivile. Non tutti, per carità, ma molti non adoperano nemmeno la tovaglia e per coprire il tavolo usano un pezzo di tela che non è grande a sufficienza. Mettono sulla tavola le pignatte ancora sporche di cenere e perfino il pentolone che hanno utilizzato per bollire o cuocere i cibi. Poi hanno l’abitudine di tenere tutto il pane in mezzo alla tavola, perché gli invitati si offenderebbero se fossero distribuite fette di pane a ogni portata. Si servono del pane ogni volta che ne hanno bisogno, lo usano al posto delle posate per prendere il cibo e stanno sempre coi gomiti appoggiati sulla tavola.

 

STEF Ma che cosa mangiano?

 

PASQ Quando invitano un amico a casa, credono di fare bella figura dandogli da mangiare lasagne o maccheroni. In tempo di vigilia mangiano grandi quantità di aglio e cipolle e solo nelle feste principali si cibano di carne. Se mangiano qualche pollo, subito dopo ammazzato lo cucinano, perché ritengono che la carne frolla sia cattiva e puzzi. Una volta mangiata la minestra bevono il brodo succhiando dal piatto e facendo rumore; anche dopo che hanno bevuto emettono rumori non proprio piacevoli da ascoltare a tavola.

 

STEF Scusi, ma questo non può essere dovuto alla loro povertà?

 

PASQ La povertà, semmai, può influire sulla quantità e sulla qualità dei cibi. I villani trascorrono tanto tempo a tavola da fare invidia agli stessi cavalieri. Bevono dallo stesso boccale, si servono dallo stesso piatto, ma guai se trovano un pelo o un capello nella minestra. Sono capaci di non mangiare più.

   


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