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STEF
Benedetto Marcello, un veneziano di origini patrizie, fin da fanciullo ha
mostrato un grande interesse per la musica. I suoi familiari, alla fine, hanno
dovuto acconsentire a fargli seguire la carriera di musicista, una professione
che viene ritenuta poco conveniente per un nobile. Nel corso della sua vita ha
preso parte a pranzi e banchetti ed è perciò una persona particolarmente
indicata per parlarci del comportamento che tengono i popolani a tavola. Senta, in confidenza, nota che ci siano delle
diversità di comportamento a tavola tra i patrizi e i popolani? PASQ
Le devo confessare che io sono un po’ prevenuto contro certi
atteggiamenti che tengono i popolani a tavola. Nella mia famiglia siamo stati
educati, fin da piccoli, al rispetto di certe regole elementari ma quando mi
sono trovato a qualche pranzo di nozze ho visto che il comportamento dei
popolani a tavola, sebbene più controllato, è impacciato e poco signorile. STEF
E come si comportano allora, quando non prendono parte a qualche cerimonia? PASQ Proprio in modo incivile. Non tutti, per carità,
ma molti non adoperano nemmeno la tovaglia e per coprire il tavolo usano un
pezzo di tela che non è grande a sufficienza. Mettono sulla tavola le pignatte
ancora sporche di cenere e perfino il pentolone che hanno utilizzato per bollire
o cuocere i cibi. Poi hanno l’abitudine di tenere tutto il pane in mezzo alla
tavola, perché gli invitati si offenderebbero se fossero distribuite fette di
pane a ogni portata. Si servono del pane ogni volta che ne hanno bisogno, lo
usano al posto delle posate per prendere il cibo e stanno sempre coi gomiti
appoggiati sulla tavola. STEF
Ma che cosa mangiano? PASQ Quando invitano un amico a casa, credono di fare
bella figura dandogli da mangiare lasagne o maccheroni. In tempo di vigilia
mangiano grandi quantità di aglio e cipolle e solo nelle feste principali si
cibano di carne. Se mangiano qualche pollo, subito dopo ammazzato lo cucinano,
perché ritengono che la carne frolla sia cattiva e puzzi. Una volta mangiata la
minestra bevono il brodo succhiando dal piatto e facendo rumore; anche dopo che
hanno bevuto emettono rumori non proprio piacevoli da ascoltare a tavola. STEF
Scusi, ma questo non può essere dovuto alla loro povertà? PASQ La povertà, semmai, può influire sulla quantità
e sulla qualità dei cibi. I villani trascorrono tanto tempo a tavola da fare
invidia agli stessi cavalieri. Bevono dallo stesso boccale, si servono dallo
stesso piatto, ma guai se trovano un pelo o un capello nella minestra. Sono
capaci di non mangiare più. |
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