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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Thomas Robert Malthus è un economista inglese che non solo è pienamente convinto che il disagio economico dei tempi in cui viviamo non dipenda dalla cattiva organizzazione sociale in vigore in molti stati europei, ma è anche dell’idea che non ci possa essere nessuna riforma in grado di alleviare questo stato di cose.

Mister Malthus, non le sembra di essere un po’ pessimista?

 

LUCIO Non si tratta di pessimismo, perché le mie convinzioni si basano su dati di fatto e non su fantasie. Forse lei rimarrà scandalizzata a sentire quanto le dirò, ma io sono convinto che non solo le riforme sociali non servono ad alleviare la miseria della popolazione, ma possono anzi aggravare queste condizioni, soprattutto se si ispirano a criteri statalistici o socialisti. Le dico questo perché sono dell’idea che un miglioramento economico potrebbe favorire l’incremento demografico e quindi peggiorare le condizioni dei lavoratori.

 

STEF Scusi, ma non è paradossale questa sua affermazione?

 

LUCIO Guardi, ogni specie di essere vivente tende a crescere di numero a un ritmo più rapido di quello che gli consentono i mezzi di sussistenza che ha a disposizione. Mentre i mezzi di sussistenza aumentano con una progressione aritmetica e si passa, per esempio, da 2 a 4 e da 4 a 6, l’aumento della popolazione segue invece una progressione geometrica e perciò da 2 si passa a 4, ma da 4 si va a 8 e poi a 16. Questo significa che, a un notevole aumento della popolazione, non corrisponderebbe un’adeguata crescita dei mezzi di sussistenza.

 

STEF E quale sarebbe la conseguenza diretta di questo stato di cose?

 

LUCIO A un certo punto la carenza dei mezzi di sostentamento scatenerebbe una accesa lotta per l’esistenza in cui la morte sarebbe il castigo dei vinti e il possesso dei beni quello dei vincitori. Un esempio di quanto vado sostenendo lo abbiamo nella Nuova Inghilterra dove la popolazione nell’arco di 25 anni è raddoppiata, creando i problemi che lei può facilmente immaginare.

 

STEF Quindi, se ho ben capito, non bisognerebbe più mettere al mondo dei figli?

 

LUCIO Non ho detto questo, anche se sono fermamente convinto che nessuno dovrebbe mettere al mondo dei figli se poi non è in grado di mantenerli. Esistono comunque dei freni naturali all’aumento della popolazione e questi sono dati dalle carestie, dalle guerre, dalle pestilenze. Ma a questi freni, che da soli non sono sufficienti, bisognerebbe aggiungerne degli altri, una limitazione volontaria che, beninteso, si deve ottenere senza ricorrere a mezzi immorali. 

 

STEF E lei che cosa suggerisce?

 

LUCIO Penso soprattutto a un rinvio del matrimonio di alcuni anni e a una propaganda massiccia per frenare la procreazione irresponsabile, che spesso è più evidente proprio in quelle classi sociali che hanno meno mezzi a disposizione.

   


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