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STEF
Thomas Robert Malthus è un economista inglese che non solo è pienamente
convinto che il disagio economico dei tempi in cui viviamo non dipenda dalla
cattiva organizzazione sociale in vigore in molti stati europei, ma è anche
dell’idea che non ci possa essere nessuna riforma in grado di alleviare questo
stato di cose. Mister Malthus, non le sembra di essere un po’
pessimista? LUCIO
Non si tratta di pessimismo, perché le mie
convinzioni si basano su dati di fatto e non su fantasie. Forse lei rimarrà
scandalizzata a sentire quanto le dirò, ma io sono convinto che non solo le
riforme sociali non servono ad alleviare la miseria della popolazione, ma
possono anzi aggravare queste condizioni, soprattutto se si ispirano a criteri
statalistici o socialisti. Le dico questo perché sono dell’idea che un
miglioramento economico potrebbe favorire l’incremento demografico e quindi
peggiorare le condizioni dei lavoratori. STEF
Scusi, ma non è paradossale questa sua affermazione? LUCIO Guardi, ogni specie di essere vivente tende a
crescere di numero a un ritmo più rapido di quello che gli consentono i mezzi
di sussistenza che ha a disposizione. Mentre i mezzi di sussistenza aumentano
con una progressione aritmetica e si passa, per esempio, da 2 a 4 e da 4 a 6,
l’aumento della popolazione segue invece una progressione geometrica e perciò
da 2 si passa a 4, ma da 4 si va a 8 e poi a 16. Questo significa che, a un
notevole aumento della popolazione, non corrisponderebbe un’adeguata crescita
dei mezzi di sussistenza. STEF
E quale sarebbe la conseguenza diretta di questo stato di cose? LUCIO A un certo punto la carenza dei mezzi di
sostentamento scatenerebbe una accesa lotta per l’esistenza in cui la morte
sarebbe il castigo dei vinti e il possesso dei beni quello dei vincitori. Un
esempio di quanto vado sostenendo lo abbiamo nella Nuova Inghilterra dove la
popolazione nell’arco di 25 anni è raddoppiata, creando i problemi che lei può
facilmente immaginare. STEF
Quindi, se ho ben capito, non bisognerebbe più mettere al mondo dei figli? LUCIO Non ho detto questo, anche se sono fermamente
convinto che nessuno dovrebbe mettere al mondo dei figli se poi non è in grado
di mantenerli. Esistono comunque dei freni naturali all’aumento della
popolazione e questi sono dati dalle carestie, dalle guerre, dalle pestilenze.
Ma a questi freni, che da soli non sono sufficienti, bisognerebbe aggiungerne
degli altri, una limitazione volontaria che, beninteso, si deve ottenere senza
ricorrere a mezzi immorali. STEF
E lei che cosa suggerisce? LUCIO Penso soprattutto a un rinvio del matrimonio di
alcuni anni e a una propaganda massiccia per frenare la procreazione
irresponsabile, che spesso è più evidente proprio in quelle classi sociali che
hanno meno mezzi a disposizione. |
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