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BARB
Tra i nuovi strumenti di comunicazione un posto particolare lo ha il cinema, che
è essenzialmente un insieme di immagini fotografiche che vengono proiettate su
uno schermo dando l’impressione del movimento. Possiamo dire che il cinema è
una forma di linguaggio universale, perché viene immediatamente percepito dallo
spettatore, indipendentemente dalla sua nazionalità e dal grado di cultura. Con
Georges Méliès, regista e produttore cinematografico francese parliamo di
questa nuova forma di spettacolo. Senta, può dirci come nasce un film? PASQ
Oui. Ogni film nasce sempre da un’idea, dal desiderio di
raccontare, di far vedere qualcosa. L’idea può venire al regista, ma anche al
produttore, oppure può essere suggerita da uno scrittore, da una notizia di
cronaca apparsa sui giornali, dalla lettura di un libro. Quello che è veramente
importante è che dall’idea si possa ricavare una storia, una serie di fatti
significativi che abbiano i requisiti per diventare un film. BARB
E dalle idee come si arriva alle immagini? PASQ Attraverso la sceneggiatura, che determina in
modo particolareggiato le immagini che serviranno per la realizzazione del film,
stabilendo come e dove si deve svolgere una scena. La sceneggiatura può
richiedere molto tempo e può essere cambiata varie volte fino a ottenere il
risultato desiderato. Naturalmente dipende dal film che si vuole realizzare: se
si vuole ottenere un film molto semplice, anche la sceneggiatura sarà più
facile da realizzare. BARB
Che differenza c’è tra il suo modo di fare cinema e quello dei fratelli Lumière?
PASQ I Lumière preferiscono soggetti tratti dalla
vita reale, come l’arrivo di un treno in stazione, l’uscita degli operai da
una fabbrica, qualche avvenimento sportivo o mondano e a questo scopo mandano in giro per il mondo i loro operatori
alla ricerca di immagini curiose ed esotiche. Io invece vengo da un’esperienza
teatrale e nel cinema vedo possibilità che il teatro non consente. BARB
Può farci qualche esempio? PASQ Un esempio è costituito dalla scomparsa o dalla
sostituzione di una persona con un’altra, piuttosto complicato a teatro, ma
molto facile da realizzare al cinema, in quanto basta fermare la macchina da
presa. Un altro esempio è quello dell’uomo a due teste che si può ottenere
grazie a una doppia esposizione, oppure l’accelerazione o la visione al
contrario di un avvenimento. Insomma con il cinema si può realizzare tutto
quello che è impossibile a teatro. BARB
Come nel caso del suo film “Le voyage dans la Lune” dell’anno scorso? PASQ Esatto. Il viaggio sulla luna, per quanto
immaginario, non si potrebbe mai realizzare a teatro. |
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