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GIANLUCA
E ora voltiamo pagina per parlare di un’opera che sta suscitando un notevole
interesse: l’ Indice dei libri proibiti.
Ci spiegherà in cosa consiste questo lavoro un cardinale, che ha chiesto di non
divulgare il suo nome per la segretezza del compito. Eminenza, ci vuol dire di
che si tratta? MASSIMO
Rientrano in questo elenco tutti i libri la cui lettura è vietata
ai fedeli, che devono astenersi dal leggere non solo i libri vietati per
decreto, ma ogni scritto che li esponga al pericolo per la fede o per i costumi
morigerati. Poiché i credenti possono non accorgersi del rischio che corrono,
la Chiesa va loro incontro con opportuni divieti. GIANLUCA Ma
quali sono le opere pericolose? MASSIMO La Chiesa ha sempre vigilato sui libri
prodotti e quelli ritenuti pericolosi in passato venivano bruciati, ma con
l’invenzione della stampa la produzione è notevolmente aumentata. Il concilio
di Nicea proibì il libro “Thalia” di Ario; papa Anastasio condannò le
opere di Origene; San Leone Magno condannò gli scritti dei manichei. GIANLUCA E ai giorni nostri? MASSIMO Per arginare la diffusione di libri eretici,
il papa Paolo IV, due anni or sono, ha chiesto di compilare un catalogo dei
libri proibiti che sarà diffuso in tutto il mondo cattolico entro quest’anno.
È suddiviso in tre parti: una dedicata agli autori, una alle opere e una agli
anonimi. GIANLUCA
Quali sono i provvedimenti a cui si va incontro? MASSIMO Il libro proibito non può essere pubblicato,
letto, posseduto, venduto o tradotto senza uno speciale permesso, sotto pena di
peccato mortale. Gli editori dei libri degli apostati, degli eretici o degli
scismatici incorrono nella scomunica e alla stessa pena sono soggetti i fedeli
che difendono o leggono consapevolmente i libri condannati. GIANLUCA
Un libro proibito non potrà mai essere più stampato? MASSIMO Se vengono apportate le necessarie correzioni
e si ottiene il permesso da chi la ha condannata, allora un’opera si può
pubblicare. I libri proibiti non vanno comunque perduti, perché il Santo
Uffizio può concedere la licenza di conservarli. |
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