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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Leonardo da Vinci è un personaggio davvero singolare: non crede all’astrologia, né all’alchimia, ma è affascinato dall’astronomia e si entusiasma per la matematica. Ha un suo principio: non vi può essere certezza, dove non si possono applicare né le scienze matematiche, né le scienze che su di essa si fondono e si rifiuta di far vedere i suoi lavori a chiunque non sia un matematico. Si è cimentato in vari campi, ma noi oggi lo ascoltiamo come esperto di scienza, un campo in cui fa delle dichiarazioni che definire sorprendenti sarebbe riduttivo.

È vero che lei non crede al diluvio universale?

STEF Sì, è così. Secondo me l’esistenza delle conchiglie fossili sulle cime delle montagne non significa che c’è stato il diluvio, ma semplicemente che le acque un tempo avevano raggiunto quell’altezza. Sempre riguardo ai resti di organismi vegetali, ho calcolato che i detriti lasciati dal fiume Po devono avere almeno duecentomila anni. Tutti i residui portati dal Po e dagli altri fiumi producono come effetto l’innalzamento graduale del fondo del mare.  

 

FABIO Lei che si è occupato un po’ di tutto, dall’ottica, all’idraulica, al magnetismo, ha qualche preferenza in campo scientifico?

 

STEF Certamente. Secondo me, la meccanica è la regina delle scienze matematiche, perché è l’applicazione pratica della matematica. Il peso, la forza, il movimento e l’urto sono i quattro fondamenti su cui il lavoro degli uomini ha il suo principio e la sua fine. Pulegge, gru e leve ne costituiscono l’esempio pratico, in quanto possono sollevare qualsiasi corpo, ma non consideratemi un materialista. A mio modo di vedere la forza è una capacità spirituale, perché il corpo in cui si manifesta non aumenta né di peso né di dimensioni.  

 

FABIO A proposito di forze spirituali, quale considera l’elemento fondamentale per la vita?

 

STEF Senza dubbio l’acqua, perché senz’acqua nulla potrebbe esistere. I movimenti dell’acqua mi hanno sempre interessato e fin da giovane ho studiato i corsi d’acqua, sia quelli tranquilli che quelli turbinosi, le sorgenti e le cascate, i torrenti e gli acquazzoni, la furia combinata del vento e della pioggia. L’acqua è un elemento che può essere molto utile all’uomo, come nel caso dei canali navigabili. Ho proposto ai signori di Firenze di liberarsi una volta per tutte dalla schiavitù di Pisa costruendo un canale fino al mare, ma mi hanno guardato come se fossi pazzo.

 

FABIO Quale considera il suo maestro?

 

STEF Sono entrato nella bottega di Andrea Verrocchio quando avevo 17 anni. È lui il mio maestro e mi ha insegnato a guardare sempre con grande attenzione ai dettagli più insignificanti, in special modo quelli del corpo umano. Questi insegnamenti mi sono stati molto utili nello studio delle varie membra e in particolare dell’occhio umano. Non le sembra incredibile che uno spazio tanto piccolo come quello riservato all’occhio possa abbracciare monti, laghi e mari?

   


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