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LAURA
Giuseppe Luigi Lagrange è un giovane ventiduenne che fin da ragazzo si è
rivelato attratto dallo studio della matematica, della meccanica, e della
fisica, discipline ritenute di difficile comprensione dalla maggior parte della
popolazione, ma che Lagrange ha approfondito da solo. Signor Lagrange, il suo non sembra un cognome italiano. Ci vuol parlare un po’ di lei? LUCIO Sono
di origine francese. Il mio bisnonno paterno lavorava alla corte del re di
Francia Luigi XIV, ma poi ha accettato l’incarico di “Tesoriere delle
fabbriche e delle fortificazioni” che gli era stato offerto da Carlo Emanuele
II. Questo compito è stato svolto anche da mio padre, perciò io sono nato a
Torino. LAURA
E perché lei ha scelto una strada diversa? LUCIO Guardi, mio padre voleva che diventassi
avvocato, ma io sono sempre stato attratto dalla matematica e dalle opere di
Newton, di Leibniz e di altri che ho approfondito con ricerche personali. Pensi
che nel 1755, a diciannove anni, sono stato nominato professore di matematica
alla Scuola reale di artiglieria di Torino e due anni dopo, col chimico Saluzzo
di Monesiglio e il medico Cigna, abbiamo fondato la Reale Accademia delle
Scienze. LAURA
Di cosa si sta occupando esattamente? LUCIO Fino ad ora sono tutti falliti i tentativi di
estendere i metodi di risoluzione delle equazioni algebriche oltre il quarto
grado. Ho intenzione di intraprendere uno studio sistematico di questi metodi e
in particolare dell’analisi del comportamento delle equazioni algebriche in
rapporto alle permutazioni delle radici. Ho anche in progetto di raggruppare i
diversi metodi proposti per la separazione delle radici di una equazione e per
il loro calcolo approssimato. LAURA
Ma di questo non si sono già occupati altri studiosi? LUCIO Sì. Già nel 1744 Euler aveva esposto il primo
metodo generale per risolvere i problemi di estremo creando una nuova disciplina
che ha chiamato “calcolo delle variazioni”. Io, però, ho cominciato a
studiare le formule scoperte da Euler per dare un fondamento analitico ai suoi
studi e ho perfezionato metodi e notazioni. Il calcolo delle variazioni apre
prospettive interessanti per quanto riguarda lo studio delle superfici minime e
la messa a punto di un sistema di analisi di meccanica analitica. LAURA
Quindi nella matematica non era già stato dimostrato tutto? LUCIO Naturalmente no. La matematica, come qualsiasi
altro campo del sapere, presenta ancora diversi aspetti da approfondire. Per
quanto riguarda l’analisi, penso alle soluzioni singolari delle equazioni
differenziali, agli integrali ellittici, alle equazioni ai differenziali totali,
al calcolo delle differenze finite, alla soluzione delle equazioni alle derivate
parziali del primo ordine … LAURA
Scusi se la interrompo. E per quanto riguarda la meccanica analitica? LUCIO Il mio obiettivo principale in questo campo è
quello di ridurre i problemi a formule generali, per far rientrare la meccanica
nel campo dell’analisi. Per quanto riguarda la meccanica celeste il campo di
analisi potrebbe riguardare le irregolarità del moto dei satelliti di Giove, le
perturbazioni nelle orbite delle comete e lo studio della Luna. |
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