| ||||
|
STEF
Sette anni fa, Torino è diventata la capitale del ducato dei Savoia e possiamo
dire che è una città all’avanguardia, sia per la struttura urbanistica, sia
per la razionalità delle soluzioni adottate. La trasformazione artistica già
iniziata in precedenza prosegue ora con Vittorio Amedeo II, che ha affiancato
all’urbanista di corte Benedetto Alfieri, il modenese Guarino Guarini e il
messinese Filippo Juvarra, che oggi abbiamo con noi in studio. Maestro, perché dicono che lei è un
“tradizionalista rivoluzionario”? LUCIO
Forse perché i miei lavori spaziano su tutto il campo
dell’architettura, senza limitazioni. Per farle un esempio, la Basilica di
Superga, la cui edificazione su una collina di Torino è iniziata a partire dal
1715, è una grande chiesa a pianta centrale, sormontata da una cupola con
lanterna e fiancheggiata da due campanili simmetrici. Ebbene, di questa basilica
qualcuno ha detto che in un solo edificio sono stati combinati due tipi di
struttura a cupola: quello che si richiama al Pantheon di Roma e quello a croce
greca. STEF Sono
tanti anni che lei lavora a Torino? LUCIO Ho
ricevuto la nomina di architetto ducale il 15 dicembre del 1714 e da allora ho
costruito a Torino un po’ di tutto: chiese, palazzi, quartieri militari,
palazzine di caccia, ma anche mobili, lampade e altri oggetti piccoli e grandi.
Questo mio modo di fare è andato incontro a numerose critiche, ma il mio
maestro Carlo Fontana mi ha raccomandato sempre il massimo rigore e mai
l’abbandono. Io credo di essere rimasto fedele a questa impostazione e mi sono
impegnato in tutte le forme d’arte, ma se qualcuno continua a definirmi
artigiano dalle preziose qualità, è libero di farlo. STEF
Come sono i palazzi a Torino? LUCIO Nella capitale sabauda, il palazzo ha un suo
modello ricorrente: al pianterreno troviamo le botteghe e i laboratori artigiani
che si aprono verso la strada, mentre all’interno dei cortili si trovano le
scuderie. Al primo piano, che viene detto anche nobile, in quanto può anche
corrispondere al secondo o terzo piano fuori terra, troviamo la residenza
patrizia. Agli altri piani ci sono gli alloggi da dare in locazione e
all’ultimo piano le soffitte per i ceti più poveri. Ecco, io mi sono ispirato
a questo modello per realizzare il Palazzo Birago di Borgaro e quello Martini di
Cigala a Torino. STEF
Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato in questa città? LUCIO Il ducato di Savoia è un piccolo stato, se
vogliamo dagli orizzonti culturali ristretti, anche se adesso Vittorio Amedeo II
sta cercando di allargare questi confini. Bisogna riconoscere, però, che la
Savoia è percorsa da numerosi viaggiatori ed è frequentata da ambasciatori di
diversi paesi. Per questo non è del tutto corretto dire che si tratta di una
regione ai margini dell’Europa e della vita delle corti. |
|