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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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BARB Gli Stati Uniti d’America sono impegnati in una serie di grandi problemi interni, che vanno dalla sistemazione degli stati dell’Ovest ai collegamenti stradali e ferroviari per colmare le grandi distanze tra i vari stati e consolidare così l’unità politica. Lo sviluppo economico di questo immenso Paese è dovuto anche alla immigrazione che ha portato milioni di nuovi abitanti provenienti da ogni parte del mondo. Siamo in collegamento telefonico con Andrew Johnson, 17° presidente degli Stati Uniti, il quale ha cortesemente accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Presidente, come funziona il sistema politico americano?

 

PASQ Negli Stati Uniti non è come da voi in Europa, ma esistono due soli partiti: quello repubblicano e quello democratico. Questi due partiti si caratterizzano per i loro programmi economici e sociali: quello repubblicano è più conservatore ed è favorevole all’accentramento in politica e al liberismo in economia; quello democratico è più sensibile alle esigenze sociali ed è favorevole a un intervento diretto del potere politico per correggere eventuali errori dovuti all’economia di mercato.

 

BARB Lei ha dichiarato in questi giorni che l’insurrezione è terminata e che la pace e l’ordine esistono da un capo all’altro degli Stati Uniti. Di quale insurrezione si tratta?

 

PASQ Well. Il Congresso ultimamente ha portato avanti una politica che è in aperto contrasto con quella che intendo portare avanti io. In qualità di presidente ho posto il veto al “Freedmen’s Bureau Bill”, una decisione non condivisa da alcuni esponenti del mio partito che, come lei sa, è quello repubblicano. Avrei dovuto forse sostituire quei funzionari che, pur dichiarandosi repubblicani, agivano in contrasto con la mia politica, ma non l’ho fatto per non dividere il partito.

 

BARB E quale è stata la presa di posizione dei suoi oppositori?

 

PASQ Hanno portato avanti i loro programmi politici senz’altra opposizione che i veti presidenziali e hanno continuato la loro propaganda contro di me, arrivando perfino ad attacchi personali. Stevens nel Congresso ha detto che sono un nemico straniero, un cittadino di un altro stato e Sumner è arrivato a definirmi un ubriacone, un insolente e un bruto, al cui confronto perfino il cavallo di Caligola diventa rispettabile.

 

BARB E lei come ha reagito?

 

PASQ Sono rimasto in silenzio di fronte a queste e ad altre provocazioni, ma loro non sono riusciti a raggiungere un numero di voti sufficiente per superare il veto presidenziale. Purtroppo però, nel giro di un mese Stevens e Sumner sono riusciti a far passare la “Civil Rights Bill” e quando io ho respinto come inopportuna e incostituzionale questa legge, il voto del Congresso ha reso nullo il mio veto.

 


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