| ||||
|
BARB
Gli Stati Uniti d’America sono impegnati in una serie di grandi problemi
interni, che vanno dalla sistemazione degli stati dell’Ovest ai collegamenti
stradali e ferroviari per colmare le grandi distanze tra i vari stati e
consolidare così l’unità politica. Lo sviluppo economico di questo immenso
Paese è dovuto anche alla immigrazione che ha portato milioni di nuovi abitanti
provenienti da ogni parte del mondo. Siamo in collegamento telefonico con Andrew
Johnson, 17° presidente degli Stati Uniti, il quale ha cortesemente accettato
di rispondere ad alcune nostre domande. Presidente, come funziona il sistema politico
americano? PASQ Negli Stati Uniti non è come da voi in Europa,
ma esistono due soli partiti: quello repubblicano e quello democratico. Questi
due partiti si caratterizzano per i loro programmi economici e sociali: quello
repubblicano è più conservatore ed è favorevole all’accentramento in
politica e al liberismo in economia; quello democratico è più sensibile alle
esigenze sociali ed è favorevole a un intervento diretto del potere politico
per correggere eventuali errori dovuti all’economia di mercato. BARB
Lei ha dichiarato in questi giorni che l’insurrezione è terminata e che la
pace e l’ordine esistono da un capo all’altro degli Stati Uniti. Di quale
insurrezione si tratta? PASQ Well. Il Congresso ultimamente ha portato avanti
una politica che è in aperto contrasto con quella che intendo portare avanti
io. In qualità di presidente ho posto il veto al “Freedmen’s Bureau Bill”,
una decisione non condivisa da alcuni esponenti del mio partito che, come lei
sa, è quello repubblicano. Avrei dovuto forse sostituire quei funzionari che,
pur dichiarandosi repubblicani, agivano in contrasto con la mia politica, ma non
l’ho fatto per non dividere il partito. BARB
E quale è stata la presa di posizione dei suoi oppositori? PASQ Hanno portato avanti i loro programmi politici
senz’altra opposizione che i veti presidenziali e hanno continuato la loro
propaganda contro di me, arrivando perfino ad attacchi personali. Stevens nel
Congresso ha detto che sono un nemico straniero, un cittadino di un altro stato
e Sumner è arrivato a definirmi un ubriacone, un insolente e un bruto, al cui
confronto perfino il cavallo di Caligola diventa rispettabile. BARB
E lei come ha reagito? PASQ Sono rimasto in silenzio di fronte a queste e ad
altre provocazioni, ma loro non sono riusciti a raggiungere un numero di voti
sufficiente per superare il veto presidenziale. Purtroppo però, nel giro di un
mese Stevens e Sumner sono riusciti a far passare la “Civil Rights Bill” e
quando io ho respinto come inopportuna e incostituzionale questa legge, il voto
del Congresso ha reso nullo il mio veto. |
|