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STEF
Firenze e Siena sono due città toscane con differenti tradizioni culturali:
Firenze è più moderna e aperta alle novità, mentre Siena rimane più legata
agli ideali e al misticismo tradizionali. Nel campo della scultura, i fiorentini
Donatello e Lorenzo Ghiberti sono stati determinanti nel favorire
l’evoluzione, ma non bisogna trascurare nemmeno il contributo del senese
Jacopo Della Quercia, che oggi abbiamo con noi in studio. Maestro, per un artista che importanza ha il luogo
dove si nasce? FABIO Non so per gli altri, ma per me il fatto di
essere nato e cresciuto a Siena ha avuto grande importanza. Della rivalità tra
Siena e Firenze, posso solo dire che è una storia vecchia. Certo, in questo
periodo Firenze è in netto vantaggio e ha messo in ombra Siena che sta
attraversando un periodo di crisi. Comunque, la mia esperienza artistica non è
limitata esclusivamente alla mia città, in quanto conosco sia lo stile
fiorentino che quello delle città dell’Italia settentrionale, che sono più
influenzate dal gusto transalpino. STEF
Come mai la descrivono come un personaggio inquieto?
FABIO In parte è vero, perché non riesco a stare
fermo a lungo nello stesso posto e per questo mi sposto continuamente dalle città
della Toscana a quelle dell’Emilia. Va detto, però, che il mio lavoro l’ho
sempre fatto con coscienza. STEF
Sì, ma i suoi committenti si lamentano dei tempi di esecuzione che sono
lunghissimi … FABIO Perché ci metto impegno e serietà e non come
fanno certi che si definiscono artisti, ma sarebbe meglio chiamarli bottegai. Si
prendono un lavoro e cercano di finirlo nel più breve tempo possibile, per
cominciarne un altro e così via, senza preoccuparsi del risultato. STEF
Quali sono le opere che ha completamente finito? FABIO Ce ne sono diverse. Per il Museo dell’Opera
del Duomo di Firenze ho realizzato l’Angelo Annunziante. L’anno scorso ho
completato per il duomo di Ferrara la “Madonna con il bambino” e ho iniziato
per il Palazzo Pubblico di Siena la “Fonte Gaia”. Due anni fa ho portato a
termine il sepolcro di Ilaria del Carretto per la Cattedrale di San Martino a
Lucca. STEF
Ci vuole dire qualcosa di più su quest’opera? FABIO Certamente. Il lavoro mi è stato commissionato
tre anni fa da Paolo Guinigi, signore di Lucca, che mi ha incaricato di
realizzare un sepolcro per sua moglie Ilaria. Ho voluto dare
un’interpretazione nuova al tema tradizionale del sarcofago aggiungendo
elementi pagani, come i putti che reggono i festoni, a quelli gotici della
lastra tombale con la figura della morta giacente. È una sintesi tra la visione
tradizionale che, non dimentichiamolo, è ancora viva a Siena e l’esigenza di
un ritorno ai valori terreni. |
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