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CLAUDIA Dopo
appena cinque mesi di pontificato, ieri è morto il papa Innocenzo V. Era
infermo da tempo ed era stato eletto per volere di Carlo d’Angiò che
desiderava un pontefice favorevole alla causa angioina. Ne parliamo con Girolamo
d’Ascoli, generale dei Minori e incaricato di missioni di delicata importanza. Padre Girolamo, ci vuol parlare di questo triste
evento? MARCO Ha detto bene, è proprio così. Siamo tutti
amareggiati e preoccupati. L’anno non è cominciato sotto i migliori auspici
per la Chiesa, perché il 10 gennaio è morto ad Arezzo il papa Gregorio X e a
distanza di pochi mesi i romani devono assistere a un’altra cerimonia funebre
di un papa. Pietro di Tarantasia era stato eletto come successore di Gregorio X
il 21 gennaio, aveva scelto di chiamarsi Innocenzo V ed era stato intronizzato
il 22 febbraio a Roma. Purtroppo il suo pontificato è durato poco. CLAUDIA
Capisco il momento particolare, ma per che cosa sarà ricordato Innocenzo V? MARCO Sebbene sia rimasto in carica soltanto pochi
mesi, il papa si è occupato di diverse questioni importanti. In un primo tempo
si è dedicato alla preparazione della crociata, che però è risultata
irrealizzabile, a causa del clima politico tuttora presente che non consente di
mettere d’accordo i principi cristiani per un impegno di questa portata. Il
papa Innocenzo è riuscito comunque a riappacificare la città di Genova con
Carlo d’Angiò e ha anche fatto cessare le ostilità tra Pisa, di parte
ghibellina e la Lega toscana di parte guelfa. CLAUDIA
Non sono certo cose di poco conto. E sul piano della fede? Lo descrivono come un
sant’uomo… MARCO Anche in questo campo si è distinto per il suo
impegno. Pietro di Tarantasia ha occupato un posto di primo piano tra gli
scolastici del nostro secolo, tanto che i suoi scritti sono usciti
dall’ambiente universitario e si sono diffusi nei principali centri europei.
Amico personale di Alberto Magno e di Tommaso d’Aquino, Pietro di Tarantasia
fa parte di quel periodo di transizione della scuola domenicana, che dal
neoplatonismo si avvicinò all’aristotelismo cristiano. Le opere di Pietro
sono frutto del suo insegnamento universitario, perciò la loro analisi si
presenta piuttosto difficoltosa, sebbene sia possibile riscontrare una certa
originalità di giudizio. CLAUDIA
Sono vere le voci che ritenevano papa Innocenzo un sostenitore di Carlo d’Angiò? MARCO Si dicono tante cose e non sempre a ragion
veduta. Certo che Innocenzo V, come molti altri del resto, ha subito
l’influsso di Carlo d’Angiò e questa sua posizione lo ha messo in difficoltà,
da un punto di vista politico, soprattutto nei confronti di Rodolfo d’Asburgo.
Invece è assolutamente priva di fondamento la presunta ostilità del papa nei
confronti dell’Ordine dei Serviti. |
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