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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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BARB Christiaan Huygens è uno studioso olandese che si è occupato di ottica e di astronomia e si sta battendo per rendere la fisica una disciplina scientifica autonoma. Contrario all’idea che la scienza sia condizionata da alcuni vincoli inderogabili, è un convinto sostenitore di una maggiore libertà di azione.

Maestro, come spiega questa sua presa di posizione?

 

LUCIO Il fatto di essere nato in una famiglia dell’alta aristocrazia mi dà un grande vantaggio: non devo preoccuparmi del mio mantenimento e posso dedicarmi ai miei interessi di studioso, senza condizionamenti di sorta. Mio padre è consigliere del duca Guglielmo III d’Orange, che proprio quest’anno è stato eletto statolder d’Olanda, ed è amante della cultura, come rivela la sua amicizia con Descartes. Noi fratelli siamo cresciuti in un clima familiare molto buono, ma soltanto io ho manifestato interesse per le scienze.

 

BARB E come si è formato dal punto di vista culturale?

 

LUCIO Ho frequentato l’università di Leiden, dove ho avuto come docente Van Schooten che mi ha fatto conoscere in modo approfondito la scienza cartesiana, più di quanto avesse fatto mio padre. Dopo l’università, sono ritornato a L’Aia e poiché non avevo preoccupazioni di trovare un impiego mi sono dedicato alla costruzione di strumenti ottici di mia invenzione.

 

BARB Per approfondire il pensiero cartesiano?

 

LUCIO No. Anche se sono rimasto legato al grande maestro, come dimostra la mia composizione in versi in occasione della sua scomparsa avvenuta nel 1650, nutrivo numerosi dubbi sulla meccanica cartesiana, in particolare sui princìpi che riguardano le leggi dell’urto. Ho messo al corrente anche Van Schooten, il mio professore universitario sulla falsità di queste leggi, fatta eccezione per la prima.

 

BARB Non le sembra di esagerare nel dire che le leggi cartesiane sono un romanzo?

 

LUCIO Purtroppo io sono fatto così. Come le ho detto, Descartes era un amico di famiglia, ma questo non toglie che lui abbia preso un abbaglio su alcuni princìpi e compito di uno studioso è quello di scoprire la verità, senza timore di smentire le falsità, anche se vengono pronunciate da un amico. Sono comunque convinto che senza stabilire dei princìpi non sia possibile dimostrare nulla.

 

BARB E lei ha posto delle basi più razionali di quelle di Descartes?

 

LUCIO Non è facile stabilire dei nuovi princìpi quando si parla della fisica moderna, tuttavia io credo di essere partito da basi meno artificiali, più razionali di quelle di Descartes. Innanzitutto mi sono sforzato di allargare le conoscenze e ho iniziato una serie di viaggi all’estero per cercare di capire il livello raggiunto dai vari circoli scientifici.

 

BARB E si è recato in Italia?

 

LUCIO No. Trovo che la scienza sia condizionata da troppi dogmatismi in quel paese, così ho preferito recarmi a Parigi. Purtroppo nella capitale francese sono arrivato nel mese di luglio e ho scoperto che l’attività scientifica era molto ridotta per via del periodo estivo. Sono ritornato nella mia città, non prima però di aver fatto conoscenza con alcuni scienziati di notevole personalità che mi hanno informato sui lavori portati avanti da Pascal.

   


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