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STEF
William Hogarth è un pittore inglese che ha avuto il grande merito di far
entrare il popolo nell’arte. Molti dei suoi quadri rappresentano le
sofferenze, i vizi, gli aspetti più svariati della gente comune, che viene
ripresa mentre si trova in ospedale, in prigione o mentre si dedica ai lavori più
umili e faticosi. Mister
Hogarth, come spiega questo suo interesse? FABIO
Well, io dipingo anche i nobili, ai quali faccio i
ritratti, ma preferisco rappresentare i londinesi più umili. Quelli che proprio
non sopporto invece sono i francesi e non solo perché per colpa loro ho
trascorso un periodo in prigione perché ho disegnato alcune scenette del Calais
Gate, ma perché, secondo me, i francesi, con le loro eccessive raffinatezze e
con i loro atteggiamenti da aristocratici hanno corrotto il popolo inglese. STEF Che
giudizio esprime sulla pittura contemporanea del suo paese? FABIO Guardi, molti pittori si sono arricchiti
riproducendo soltanto le fisionomie dei loro clienti e affidando il resto del
lavoro, come drappeggi e sfondo, ad aiutanti che sono pagati poco e male. Questi
ritrattisti, ma meglio sarebbe chiamarli “spacciatori di facce”, così
facendo guadagnano in una settimana più di quanto guadagni qualsiasi altro
professionista in tre mesi. Pensi che pur di riempire le loro borse di denari
non esitano ad abbellire i volti dei clienti per soddisfare la loro vanità. STEF
E lei non ha mai eseguito dei ritratti? FABIO Sì, ma io mi rifiuto di abbellire i volti.
Pensi che una volta è venuto a farsi fare un ritratto da me un aristocratico
dall’aspetto scimmiesco. Ebbene, io l’ho dipinto così com’era nella realtà,
compresi i foruncoli e altri piccoli difetti. Non ci crederà, ma questo signore
si è rifiutato di ritirare il quadro e di pagarmi per il lavoro eseguito, che
lui stesso mi aveva commissionato. STEF
E lei come si è comportato? FABIO Avevo bisogno di quei soldi e allora gli ho
inviato un biglietto in cui era scritto che se non ritirava il ritratto entro
tre giorni, lo avrei modificato con l’aggiunta di alcuni particolari e di una
coda e lo avrei messo a disposizione del signor Hare, che è un noto
appassionato di animali feroci. Non ho dovuto aspettare la scadenza, perché il
committente mandò subito un servitore a ritirare il quadro e, naturalmente, a
pagare quanto pattuito. STEF
E ora come vanno i suoi affari? FABIO Non troppo bene, come lei può immaginare,
perché non mi abbasso a diventare un fabbricante di ritratti. Per me la pittura
ha ancora un valore e io non ho abbandonato del tutto l’idea di lavorare su
soggetti che scelgo io. Non voglio fare come certi miei colleghi che hanno messo
su una specie di officina e la fanno funzionare con l’aiuto di apprendisti mal
pagati che ritraggono sfondi e paesaggi. Vorrei dedicarmi alla pittura e
all’incisione di scene di vita contemporanea, un campo non ancora sfruttato
nel mio paese. |
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