| ||||
|
STEF
Astronomo, geografo e cartografo, dai suoi numerosi viaggi nell’emisfero
australe l’inglese Edmond Halley ha redatto una serie di mappe sia nautiche
sia celesti e due anni fa, alla morte di Flamsteed, ha preso il suo posto come
astronomo di corte all’osservatorio di Greenwich. Professor
Halley, si ritiene soddisfatto di questo
incarico? FABIO
Certamente, ma le cose, purtroppo non vanno molto bene, perché gli esecutori testamentari
hanno portato via tutti gli strumenti che Flamsteed aveva pagato con i suoi
soldi, perciò sono stato costretto ad acquistarne di nuovi e fino a
quest’autunno non potrò riprendere le mie osservazioni celesti. Il progetto
che ho presentato subito dopo la nomina per ampliare il catalogo di 1712 stelle,
inserendo le posizioni di tutte le stelle zodiacali, subirà pertanto qualche
ritardo. STEF
Com’erano i suoi rapporti con Flamsteed?
FABIO In un primo tempo buoni, tanto è vero che
eravamo amici. Poi, quando la Royal Society mi ha affidato l’incarico di
pubblicare, senza la sua approvazione, molte delle sue osservazioni, la nostra
amicizia è finita. Pensi che siamo arrivati al punto che Flamsteed è riuscito
ad entrare in possesso delle copie invendute e le ha bruciate tutte, conservando
soltanto le parti che contenevano le sue osservazioni. STEF Lei
di cosa si occupa esattamente? FABIO Di un po’ di tutto. Dal 1713, anno in cui
sono stato nominato segretario della Royal Society, ho scritto sulle meteore, su
un’eclisse totale di sole, sulle stelle variabili, sulle nebulose, sulle
osservazioni diurne di Venere e sulle aurore. L’anno scorso, quasi per caso,
mentre stavo determinando l’entità degli equinozi, ho scoperto le questioni
collegate alla parallasse annuale delle stelle e della loro distribuzione
spaziale. STEF
È vero che è stato anche professore di geometria a Oxford? FABIO Sì e uno dei miei primi compiti è stato
quello di curare la pubblicazione delle opere più significative tra quelle
presentate alla Royal Society e, ovviamente, ho incluso anche quelle di mia
produzione. Nel mio scritto “Astronomiae cometicae synopsis” ho raccolto
tutte le osservazioni e ho calcolato le orbite di 24 comete apparse tra il 1337
e il 1698. Tre di queste comete avevano orbite talmente simili da farmi pensare
che si trattasse in realtà di ritorni periodici della stessa cometa che
descriveva un’orbita chiusa in circa 75 anni. Se i miei calcoli sono esatti,
questa cometa riapparirà nel 1758. |
|