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STEF
Olindo Guerrini è un poeta romagnolo che per sfuggire alla monotonia del suo
modesto impiego di bibliotecario ha saputo attirare l’attenzione su di sé con
una raccolta di poesie satiriche e un po’ licenziose. Giosue Carducci, poeta
molto più conosciuto e affermato, lo ha preso in simpatia e si può essere
certi che lo difenderà da eventuali attacchi, da qualunque parte provengano. Come spiega tutto questo clamore intorno alla sua
raccolta di poesie? PASQ
Cosa vuole, oggi la gente si scandalizza per poco. Con le mie
poesie ho voluto attaccare certi bacchettoni di benpensanti, che mantengono un
atteggiamento ipocrita e non consono con i tempi che stiamo vivendo. STEF
Perché ha chiamato “Postuma” la sua raccolta? PASQ Perché l’ho attribuita a un giovane morto di
tisi, un certo Lorenzo Stecchetti. Naturalmente si è trattato di una finzione
letteraria che, purtroppo, è stata subito scoperta. Poteva comunque anche
corrispondere a verità, dal momento che molti giovani conducono una vita poco
regolare, si abbandonano al vizio del fumo, del bere, frequentano osterie e
luoghi poco edificanti e finiscono per ammalarsi e, in qualche caso, anche
morire. STEF
Quale ritiene che sia l’aspetto positivo di “Postuma”? PASQ Quello di tentare di riportare nella vita
culturale italiana ciò che negli altri paesi già è avvenuto grazie a figure
del calibro di De Musset, Heine, Beranger. Possiamo collocare in questo filone
anche alcuni poeti dell’antichità, in primo luogo Catullo. Tra i
contemporanei italiani, l’unico a salvarsi dal grigiore imperante è Giosue
Carducci, che propone un ritorno al classicismo. STEF
In alcuni suoi versi, come “Nell’aria della sera umida e molle” o “Un
organetto suona per la via” non le sembra che ci sia la ricerca ad effetto o,
quanto meno, una commozione superficiale? PASQ
Senta, io non sono venuto qui a farmi prendere in giro. I versi che
lei ha citato non hanno alcuna pretesa di riflessione interiore, ma hanno il
grande pregio di essere sinceri. So benissimo che ci sono tanti poeti che, a
tavolino, riescono a “costruire” sentimenti che non provano, ma gli allocchi
ci credono e li trovano bellissimi. Io sono fiero di non far parte di questi
cosiddetti poeti. STEF
Scusi non volevamo offenderla, in considerazione anche del fatto che la critica
non è completamente negativa nei suoi confronti. Ci dica solo un’ultima cosa:
come viene vista la donna in questa sua opera? PASQ Non dimentichiamo che le poesie sono state
scritte da un giovane malato di tisi, desideroso di vivere intensamente, ma
costretto a rinunciare alla ricerca di ogni bene, soprattutto a quello che
ritiene il maggiore di tutti, la donna, che nei suoi confronti si comporta in
modo frivolo, superficiale e irridente, aumentando la sofferenza del giovane. |
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