| ||||
|
BARB
Camillo Golgi è un medico che, subito dopo la laurea conseguita all’università
di Pavia, ha frequentato la clinica neuropsichiatra diretta da Lombroso,
attratto dall’idea di ridurre la psichiatria a una scienza positiva. Da queste
passioni giovanili si è poi allontanato e si è orientato verso l’indirizzo
anatomico e sperimentale e in particolare ha effettuato degli studi sulla
malaria. Dottor
Golgi, è da molto che si sta occupando dello
studio della malaria? LUCIO Da
quasi una decina d’anni e ho scoperto che esistono due specie di parassiti che
provocano la malaria. Il primo causa la febbre quartana e il secondo quello
della febbre terzana semplice. Secondo me, c’è una corrispondenza fra le fasi
di sviluppo del parassita e le manifestazioni cliniche e questo spiegherebbe
l’intermittenza periodica delle febbri malariche in rapporto alla specie di
parassita in questione. BARB
Scusi, non potrebbe spiegarsi meglio? LUCIO Come lei sa, la malaria è un grave problema
nel nostro Paese, soprattutto nelle zone meridionali. Ebbene, per lo sviluppo di
questa malattia, che provoca un innalzamento della temperatura corporea fino a
40-41 gradi centigradi e dura 3-4 ore, si hanno diversi tipi di malaria. La
malaria terzana è detta così perché provoca accessi febbrili che si ripetono
con regolarità ogni terzo giorno, mentre quella quartana ha gli accessi
febbrili ogni quarto giorno. BARB
E per quale motivo si svilupperebbe la febbre? LUCIO L’accesso febbrile si ha in coincidenza con
la liberazione dei parassiti nel sangue. Mi spiego meglio. Nel caso della
malaria terzana, il paziente un giorno ha attacchi febbrili e gli altri due no.
E questo è dovuto al fatto che il plasmodio della terzana impiega 48 ore per
suddividersi, mentre il responsabile della quartana ha un ciclo di 72 ore, per
cui, l’ammalato sta bene per tre giorni e al quarto ha queste febbri
altissime. BARB
Sì, ma come avviene, di fatto, questo ciclo? LUCIO Responsabile della malaria è un particolare
tipo di zanzara, conosciuta col nome di anofele, che trasmette il plasmodio.
Quando la zanzara anofele punge un uomo, il plasmodio passa dalla zanzara
all’uomo e viceversa. In seguito all’inoculazione di alcune gocce di saliva
della zanzara, giungono nel corpo dell’uomo i plasmodi sotto forma di
sporozoiti che vanno a localizzarsi nelle cellule del reticolo endoteliale che
sono sparse in tutto il corpo a scopo di difesa. BARB
E poi cosa succede? LUCIO Gli sporozoiti subiscono delle modificazioni e
fuoriescono dalla cellula come merozoiti e alcuni di questi penetrano nelle
cellule ed altri nei globuli rossi del sangue. A ogni nuova generazione di
merozoiti che invadono il sangue si ha un accesso malarico e con il passare del
tempo le cose si aggravano sempre di più, perché da ogni globulo rosso colpito
nascono numerosi parassiti e quindi le condizioni del malato si aggravano, come
si può notare dal pallore e dal dimagrimento del paziente affetto da malaria. |
|