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STEF Baldassarre
Cossa il cardinale legato di Bologna, che era stato eletto a succedere ad
Alessandro V, è stato ieri consacrato papa a Bologna col nome di Giovanni
XXIII. Sulla figura del nuovo pontefice
e sulla situazione politica attuale ascoltiamo il parere di Jean Le Meingre de
Boucicaut. Maresciallo, ci può descrivere la personalità di
Giovanni XXIII? PASQ
Oh, Oui. È un uomo corrotto, senza scrupoli, ambizioso. Leonardo
Bruni che lo conosce bene dice di lui che è un uomo certamente grande nelle
cose temporali, ma in quelle spirituali è un incapace. STEF
Ma se a noi risulta che il 15 giugno dell’anno scorso ha rifiutato la tiara e
ha proposto come candidato l’arcivescovo Pietro Filargio di Candia, che poi è
stato effettivamente eletto papa col nome di Alessandro V? PASQ Oui, è vero quello che lei dice, ma l’astuto
cardinale Baldassarre Cossa ha pensato che non fosse ancora il momento adatto
per una sua nomina a papa. Pensi che all’inizio di quest’anno è riuscito a
convincere il papa Alessandro V a recarsi a Bologna presso di lui, dove sarebbe
stato più sicuro che a Roma. E, guarda caso, poco tempo dopo Alessandro V è
morto. Nessuno me lo toglie dalla testa che dietro la morte di Alessandro V c’è
lo zampino di Baldassarre Cossa che, secondo me, ha fatto avvelenare il vecchio
papa. STEF
Scusi, ma non riesco a capire. A
Baldassarre Cossa viene offerta la candidatura di pontefice dai cardinali in
conclave e lui non solo rifiuta, ma fa eleggere un altro per ucciderlo e
prendere il suo posto? Non le sembra un po’ avventata la sua interpretazione? PASQ Niente affatto. Lei non sa di cosa è capace
quest’uomo. Come le dicevo, l’anno scorso i tempi non erano ancora maturi.
Con l’elezione di Alessandro V lo scisma non è affatto finito, ma si è
invece inasprito, perché invece di due papi se ne sono avuti tre. Benedetto
XIII ha l’appoggio della Castiglia, dell’Aragona e della Scozia; Gregorio
XII è sostenuto dall’Ungheria, da Roberto di Baviera e dal re Ladislao. Così
l’Europa cristiana, che prima era divisa in due fazioni, ora lo è in tre. STEF
Cambiamo argomento e parliamo un po’ di lei. Non era governatore di Genova? PASQ Oui, ma poi ho pensato di portare aiuto a
Giovanni Maria Visconti di Milano, solo che quando io sono partito i genovesi si
sono ribellati e hanno fatto strage di tutti i francesi presenti in città. Ma
me la pagheranno, altroché se me la pagheranno … STEF
E poi cosa è successo? PASQ Poi hanno aperto le porte di Genova a Facino
Cane e al marchese Teodoro di Monferrato, che è stato nominato capitano della
città, con poteri che una volta erano riservati solo ai dogi. E come se non
bastasse si è avuta l’alleanza di Genova con il re di Napoli Ladislao. STEF
A proposito di Ladislao, Luigi II d’Angiò non doveva portare la guerra nel
regno di Napoli, sul quale avanzava delle pretese? PASQ Oui, il re Luigi è partito dalla Provenza a
primavera inoltrata con 14 galee e numerosi vascelli carichi di cavalli e
soldati, ma una squadra di navi napoletane e genovesi gli è andata incontro nei
presi della Toscana e sei galee sono andate perdute. A questo bisogna aggiungere
la mancanza di denaro e i contrasti sorti tra i vari capitani che hanno causato,
per ora, un arresto delle
operazioni militari. |
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