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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Baldassarre Cossa il cardinale legato di Bologna, che era stato eletto a succedere ad Alessandro V, è stato ieri consacrato papa a Bologna col nome di Giovanni XXIII. Sulla figura del nuovo  pontefice e sulla situazione politica attuale ascoltiamo il parere di Jean Le Meingre de Boucicaut.

Maresciallo, ci può descrivere la personalità di Giovanni XXIII?

 

PASQ Oh, Oui. È un uomo corrotto, senza scrupoli, ambizioso. Leonardo Bruni che lo conosce bene dice di lui che è un uomo certamente grande nelle cose temporali, ma in quelle spirituali è un incapace.

 

STEF Ma se a noi risulta che il 15 giugno dell’anno scorso ha rifiutato la tiara e ha proposto come candidato l’arcivescovo Pietro Filargio di Candia, che poi è stato effettivamente eletto papa col nome di Alessandro V?

 

PASQ Oui, è vero quello che lei dice, ma l’astuto cardinale Baldassarre Cossa ha pensato che non fosse ancora il momento adatto per una sua nomina a papa. Pensi che all’inizio di quest’anno è riuscito a convincere il papa Alessandro V a recarsi a Bologna presso di lui, dove sarebbe stato più sicuro che a Roma. E, guarda caso, poco tempo dopo Alessandro V è morto. Nessuno me lo toglie dalla testa che dietro la morte di Alessandro V c’è lo zampino di Baldassarre Cossa che, secondo me, ha fatto avvelenare il vecchio papa.

 

STEF Scusi, ma non riesco a capire.  A Baldassarre Cossa viene offerta la candidatura di pontefice dai cardinali in conclave e lui non solo rifiuta, ma fa eleggere un altro per ucciderlo e prendere il suo posto? Non le sembra un po’ avventata la sua interpretazione?

 

PASQ Niente affatto. Lei non sa di cosa è capace quest’uomo. Come le dicevo, l’anno scorso i tempi non erano ancora maturi. Con l’elezione di Alessandro V lo scisma non è affatto finito, ma si è invece inasprito, perché invece di due papi se ne sono avuti tre. Benedetto XIII ha l’appoggio della Castiglia, dell’Aragona e della Scozia; Gregorio XII è sostenuto dall’Ungheria, da Roberto di Baviera e dal re Ladislao. Così l’Europa cristiana, che prima era divisa in due fazioni, ora lo è in tre.

 

STEF Cambiamo argomento e parliamo un po’ di lei. Non era governatore di Genova?

 

PASQ Oui, ma poi ho pensato di portare aiuto a Giovanni Maria Visconti di Milano, solo che quando io sono partito i genovesi si sono ribellati e hanno fatto strage di tutti i francesi presenti in città. Ma me la pagheranno, altroché se me la pagheranno …

 

STEF E poi cosa è successo?

 

PASQ Poi hanno aperto le porte di Genova a Facino Cane e al marchese Teodoro di Monferrato, che è stato nominato capitano della città, con poteri che una volta erano riservati solo ai dogi. E come se non bastasse si è avuta l’alleanza di Genova con il re di Napoli Ladislao.

 

STEF A proposito di Ladislao, Luigi II d’Angiò non doveva portare la guerra nel regno di Napoli, sul quale avanzava delle pretese?

 

PASQ Oui, il re Luigi è partito dalla Provenza a primavera inoltrata con 14 galee e numerosi vascelli carichi di cavalli e soldati, ma una squadra di navi napoletane e genovesi gli è andata incontro nei presi della Toscana e sei galee sono andate perdute. A questo bisogna aggiungere la mancanza di denaro e i contrasti sorti tra i vari capitani che hanno causato, per ora, un arresto  delle operazioni militari.

 


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