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LAURA
Un atteggiamento nuovo si registra in campo artistico, dove si tende sempre più
a sostituire le conoscenze artigianali con una maggiore preparazione teorica. A
Firenze, più che altrove, si avverte la necessità di questo rinnovamento, che
possiamo definire come una “rinascita” dell’arte. Nel campo della pittura,
dopo la scomparsa di Masaccio, si cercano nuove strade, sia per quanto riguarda
i soggetti che i miglioramenti tecnici. Ne parliamo con uno dei protagonisti:
Domenico Ghirlandaio. Maestro, ci vuole parlare delle sue opere? PASQ
Tra le prime, posso ricordare l’affresco della chiesa di Cercìna,
nel quale ho voluto dare un effetto di luminosità per rappresentare il momento
della contemplazione di Santa Barbara e degli altri due santi. Anche i due
affreschi laterali della Cappella di Santa Fina nella Collegiata di San
Gimignano, che sono anteriori al 1475, risentono di questa immediatezza della
rappresentazione, sebbene ci siano già alcune innovazioni. LAURA
Nelle sue opere abbiamo solo la presenza di soggetti religiosi? PASQ No, io cerco sempre di inserire anche elementi
della realtà. Ad esempio, nei “Funerali della Santa”, accanto alle figure,
abbiamo anche la presenza dell’architettura, come si può notare dalle torri
cittadine. Ma non è vero, come dice qualcuno, che in questo modo vengono messi
in secondo piano i soggetti richiesti e cioè i tre miracoli operati dalla
Santa. Pensi che i denigratori della mia opera sono perfino arrivati a dire che
il corteo funebre che accompagna la Santa somiglia a una sagra campagnola. LAURA
Quale opera risponde meglio alle esigenze di spiritualità? PASQ Una che mi viene in mente adesso è certamente
l’<Annuncio della morte a Santa Fina>.
La stanza appare spoglia, l’arredamento si limita a pochi oggetti e
questo per rivelare l’amore per le cose umili da parte della Santa. La luce
proiettata sul muro proviene dalla finestra e dallo spiraglio della porta si
intravede uno scorcio di paesaggio dove è visibile una siepe di rose. Tutto sta
a indicare una immediata spontaneità in armonia con lo spirito di Santa Fina e
di San Gregorio che annuncia la prossima morte a Santa Fina. LAURA
Per realizzare le sue opere, si serve anche di collaboratori? PASQ Certamente. Innanzitutto ci sono i miei due
fratelli, David e Benedetto e poi tra i miei discepoli ci sono giovani
promettenti. Uno in particolare, che si chiama Michelangelo Buonarroti, ha delle
buone potenzialità. Mio fratello David ha cominciato a lavorare con me da
quando aveva 23 anni, cioè dal 1475, mentre ero impegnato per realizzare alcune
opere in Vaticano. Benedetto, che è più giovane di David di sei anni, ha
cominciato da poco, ma anche lui rivela già un certo interesse, soprattutto per
la miniatura, per la quale ci
vuole una buona vista. LAURA
Per concludere devo aggiungere che il il Ghirlandaio si è dimostrato piuttosto
indignato, quando gli è stata rivolta la domanda: “È vero che lei asseconda
il gusto della ricca borghesia?”, alla quale ha preferito non rispondere. |
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