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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF La Calabria, per la sua posizione, è un passaggio obbligato per le vie di comunicazione tra la Sicilia e il resto dell’Italia. Le città e i borghi di questa regione si sono sviluppati sulle alture, mentre le coste sono state per lungo tempo abbandonate, perché scoscese e malsane. Il ferimento del generale Giuseppe Garibaldi è avvenuto ieri pomeriggio sull’Aspromonte, un massiccio montuoso impervio e disabitato, ad opera delle truppe regie comandate dal colonnello Pallavicini, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Colonnello, come si sono svolti realmente i fatti?  

 

PASQ Il generale Garibaldi era alla testa dei suoi volontari e quando ha visto i miei soldati che avevano intenzione di attaccarlo ha comandato ai suoi uomini di ritirarsi più in alto, nei pressi della foresta. Le nostre truppe, non appena sono arrivate a tiro dei garibaldini hanno cominciato a sparare, ma Garibaldi ha ordinato ai suoi uomini di non rispondere al fuoco. Certo, le caratteristiche del luogo avrebbero consentito una strenua resistenza agli assaliti, ma Garibaldi ha voluto evitare uno scontro fratricida.

 

STEF E da chi è stato ferito?

 

PASQ Non si sa bene chi sia stato a ferirlo. Il generale è stato colpito da una palla di rimbalzo alla coscia sinistra e da un’altra che lo ha colpito al collo del piede destro. Mentre veniva allontanato dal luogo, che era troppo esposto al fuoco, continuava a ordinare ai suoi trombettieri di suonare il cessate il fuoco. Alla fine il fuoco è cessato su tutta la linea, con i garibaldini che gridavano “Viva l’Italia, viva Vittorio Emanuele in Campidoglio” e i bersaglieri che facevano eco con “Viva Garibaldi”.

 

STEF E poi cos’è successo?

 

PASQ Il generale ferito, con tutti i riguardi, è stato portato sulla fregata “Duca di Genova”, che stanziava nei pressi della costa e che si è subito diretta verso la fortezza del Varignano, presso La Spezia, dove il generale Garibaldi sarà tenuto prigioniero. Anche gli ufficiali e i soldati garibaldini sono stati trattati come prigionieri di guerra e sono stati rinchiusi nelle fortezze di Ischia, Monteralli e Vinadio.

 

STEF Di quanti uomini disponeva Garibaldi?

 

PASQ Il numero esatto non si conosce ancora. Quando il generale si trovava a Catania disponeva, grosso modo di 5 mila uomini, e questo lo so con certezza perché la città siciliana fu circondata da settemila soldati comandati dal generale Ricotti. Garibaldi voleva evitare lo scontro e l’occasione gli è stata fornita dall’arrivo di due piroscafi mercantili, il “Dispaccio” e il “Generale Abatucci”. Il generale se ne è subito impossessato, e ha fatto imbarcare tanti volontari quanti ne potevano contenere le imbarcazioni, ma sebbene stracarichi, circa 2000 garibaldini sono rimasti a terra.

 

STEF E perché si sono diretti verso l’Aspromonte

 

PASQ Dopo che hanno attraversato lo stretto in condizioni molto rischiose, i garibaldini sono sbarcati a Melito, con l’intenzione di dirigersi verso Reggio Calabria, ma una delegazione di cittadini ha comunicato al generale che la città era presidiata. A conferma del fato che i soldati dell’esercito regio facevano sul serio, una corazzata ha sparato alcuni colpi e contemporaneamente alcuni distaccamenti sono avanzati da Reggio, incalzando i garibaldini e costringendoli, attraverso sentieri quasi impraticabili, a prendere la via dell’Aspromonte.

 


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