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STEF
Il matematico e fisico francese Jean Baptiste Joseph Fourier, oltre che studioso
apprezzato per i traguardi raggiunti, è stato anche un uomo politico e a questa
sua attività si deve la realizzazione di grandi opere pubbliche, come il
prosciugamento di paludi e la costruzione della strada Grenoble-Torino. Monsieur Fourier, preferisce essere chiamato
professore o Prefetto? FABIO
Mi chiami come vuole. Pensi che volevo
intraprendere la carriera militare, ma non
ho potuto a causa delle mie modeste origini perché, non mi vergogno di dirlo,
mio padre era sarto. Ho frequentato lo stesso il collegio dei benedettini di
Auxerre, dove si formano gli ufficiali dell’esercito francese, ma solo perché
sono rimasto orfano all’età di 9 anni. Ho subito manifestato un certo
interesse per la matematica, interesse che poi è diventato autentica passione,
tanto è vero che ho insegnato matematica proprio nel mio collegio. STEF È
vero che ha anche pensato di dedicarsi alla vita ecclesiastica? FABIO Sì e ho trascorso il periodo del noviziato
nell’abbazia benedettina di Saint-Benoît-sur-Loire, ma nel novembre del 1789
ho rinunciato a prendere i voti e poche settimane dopo ho presentato all’Académie
des Sciences di Parigi alcune mie ricerche sulle equazioni algebriche. Sono poi
ritornato a insegnare al collegio di Auxerre, dove sono rimasto fino al 1794 e
nel frattempo ho cominciato a interessarmi della vita politica della mia
cittadina. STEF E
di quale schieramento politico ha fatto parte? FABIO Sono stato subito favorevole alle idee della
rivoluzione e così ho aderito alla “Société populaire”, per la quale sono
stato nominato membro del Comité révolutionnaire di Auxerre. Quando però ho
visto gli eccessi del periodo del Terrore mi sono schierato in difesa delle
vittime e per questo sono stato arrestato e condannato a morte, ma si sono
salvato grazie alla caduta di Robespierre. STEF
Ci vuol parlare della sua attività di studioso? FABIO Quando ho abbandonato l’attività politica
sono entrato nell’École Normale in qualità di ripetitore ai corsi di
matematica di Lagrange, Laplace e Monge. L’anno dopo l’École ha chiuso i
battenti, ma il professor Monge mi ha fatto avere un posto di assistente all’École
Polytechnique, che allora si chiamava “École centrale des travaux publics”.
Purtroppo, però, prima di iniziare le mie lezioni, ho dovuto scontare alcuni
giorni di carcere per la mia passata attività rivoluzionaria. |
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