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BARB
Sotto le mura di Volterra, uno di fronte all’altro si trovano due italiani che
rappresentano due stili di vita diversi. Da un lato abbiamo Francesco Ferrucci,
un cittadino che è diventato guerriero per necessità, per difendere la libertà
della patria in pericolo; dall’altro Fabrizio Maramaldo, il soldato di ventura
evitato dagli stessi padroni a causa della
sua ferocia. Per un giudizio imparziale ci siamo rivolti a uno straniero,
Filiberto d’Orange, capo dell’esercito imperiale che assedia Firenze. Comandante,
ci vuole spiegare pregi e difetti di questi due uomini? FABIO Oui, comincerò da
Francesco Ferrucci, il nostro avversario principale che il 27 aprile è stato
nominato Commissario generale dei fiorentini. L’episodio che esprime meglio il
suo valore è quello riguardante la battaglia per la conquista di Volterra.
Pensi che aveva a disposizione soltanto 4 compagnie di cavalleria leggera e
sette compagnie di fanti, più i 500 fanti guidati da Giovanni d’Appiano di
Piombino. Con questi uomini ha marciato fino al tramonto da Empoli a Volterra. BARB
E ha attaccato la città dopo tutta quella strada?
FABIO
Sì, sebbene i soldati fossero stanchi per la lunga marcia, Francesco Ferrucci,
dopo averli fatti riposare un po’, ha sfruttato l’effetto sorpresa,
perché nessuno dei nemici si aspettava il suo arrivo. Ha guidato personalmente
l’assalto al bastione e alle fortificazioni che sbarravano la via della
Firenzuola e dopo un sanguinoso combattimento è riuscito a conquistare la
posizione. Nella piazza di Sant’Agostino lo scontro è stato più violento, ma
anche qui i fiorentini, vedendo che il Commissario Generale combatteva al loro
fianco, come un soldato semplice, si sono sentiti più motivati. BARB
E sono
riusciti a conquistare Volterra? FABIO
Non lo stesso giorno. Al calar della notte i fiorentini erano così stanchi che
non si reggevano in piedi, dopo il lungo cammino e la battaglia che avevano
dovuto sostenere, perciò lo scontro è stato sospeso e i volterrani ne hanno
approfittato per costruire nuove difese. La mattina seguente Ferrucci ha fatto
sapere ai volterrani che avrebbe messo a ferro e a fuoco la città se non si
fossero arresi. Gli assediati, in considerazione del fatto che avevano subito
gravi perdite e anche perché non erano arrivati i rinforzi promessi si sono
arresi e Ferrucci è diventato padrone della fortezza, senza più dover
combattere. BARB
E dell’altro comandante, Fabrizio Maramaldo, cosa ci può dire? FABIO
Maramaldo è sempre stato dalla parte degli spagnoli già al tempo delle guerre
di Lombardia sette anni fa. È una persona avida di bottino ed è un feroce
sanguinario. Con la scusa della gelosia ha ucciso la sua giovane moglie, in
realtà solo per sbarazzarsi di lei. Questo soldato calabrese, che si dà arie
di nobile, è feroce in guerra e si atteggia a galante cavaliere in periodo di
pace, un atteggiamento spavaldo che piace alle donne. BARB
A cosa si deve l’odio di Maramaldo per il Ferrucci? FABIO
A un episodio accaduto pochi mesi fa. Maramaldo aveva mandato un messo con
l’incarico di chiedere al Ferrucci la resa. Il Commissario generale però, non
solo ha respinto sdegnosamente questa proposta, ma ha anche intimato al messo di
non farsi più vedere, pena l’impiccagione. Il messo, che aveva anche
l’incarico di sobillare la popolazione di Volterra, è ritornato per volere di
Maramaldo e Ferrucci lo ha fatto impiccare, come aveva minacciato. |
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