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CLAUDIA
Federico II di Svevia nasce nella piazza principale di Iesi nel 1194. Sua madre,
Costanza d’Altavilla, era in viaggio per raggiungere in Sicilia il marito
Enrico VI, figlio del Barbarossa. Rimasto orfano del padre all’età di tre
anni e della madre l’anno successivo, Federico passa sotto la tutela del papa
Innocenzo III. A 4 anni viene incoronato re di Sicilia e a quindici
anni sposa Costanza d’Aragona, di dieci anni più vecchia. Costanza si reca
alle nozze scortata da cinquecento cavalieri; grazie a questo piccolo esercito
Federico riesce a sottomettere la ribellione di un feudatario siciliano e a
liberarsi dei consiglieri impostigli dal papa. Nel 1212 viene eletto re di Germania e imperatore,
carica che nel 1220 viene riconosciuta in modo ufficiale dal papa Onorio III, in
cambio della promessa di una crociata in Terrasanta. Federico in questo periodo
si occupa di tutto tranne che della crociata, ma con l’elezione a pontefice di
Gregorio IX le cose cambiano. Il nuovo papa, sotto pena di scomunica, intima a
Federico di partire subito per la Terrasanta. Federico non è un cristiano convinto, ma la
scomunica è un provvedimento molto grave dal punto di vista politico, perché
libera i sudditi dall’obbedienza al sovrano. Quando tutto è pronto per la
partenza, scoppia una pestilenza che serve ancora una volta all’imperatore per
rinviare la crociata. Prontamente papa Gregorio gli infligge la scomunica e
l’imperatore si decide a partire per la Terrasanta dove avvia trattative con i
Turchi e ottiene, senza combattere, il libero accesso per i cristiani ai luoghi
di culto. Tornato in Italia raggiunge un accordo col papa che ritira la
scomunica in cambio dell’atto di sottomissione. Intanto in Germania, il figlio Enrico si ribella alla
sua autorità e si proclama re. Federico va a domare la rivolta e fa
imprigionare il figlio Enrico che morirà in carcere. Nel 1237 a Cortenuova
sconfigge i comuni dell’Italia settentrionale e nomina il figlio Enzo re di
Sardegna, regione sottoposta all’autorità del papa. L’alleanza tra papato e comuni porta a una nuova
scomunica e a Federico non rimane che uno scontro decisivo contro i suoi
avversari per affermare ancora una volta la sua autorità. Nel 1248 viene però
battuto presso Parma e suo figlio Enzo è fatto prigioniero. Si ritira nel
castello di Fiorentino, dove muore in seguito a una malattia nel 1250. |
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