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CLAUDIA
L’ultimo lavoro del pittore livornese Giovanni Fattori è intitolato “I
Butteri”. Ne parliamo con il nostro inviato speciale Ettore Girolami, che di
Giovanni Fattori è corregionale. Ettore, che ci puoi dire di questo pittore toscano? MARCO Giovanni Fattori è un grande pittore e pochi sanno apprezzare la
sua arte. Certi scorci delle campagne livornesi, con le mandrie di buoi, i
branchi di puledri, i butteri con la barba, solo lui li sa dipingere. Non per
niente ha ricevuto il titolo di professore all’Accademia di Firenze e ora ha
la cattedra del corso di perfezionamento di pittura di paesaggio. CLAUDIA
Ma Fattori non faceva parte dei Macchiaioli? MARCO È vero che Giovanni ha fatto parte dei
Macchiaioli, ma non ha lavorato “alla macchia”, nel senso di mariuolo, come
qualche critico, in senso dispregiativo, vuol far intendere. Se invece per
Macchiaioli intendiamo chi ha rifiutato il segno e la forma, così come venivano
insegnati all’Accademia e preferisce un tocco largo, “a macchia”, allora
Giovanni Fattori è stato il più grande dei macchiaioli. CLAUDIA Senti,
invece di cominciare con le polemiche, perché non ci spieghi in che cosa
consiste la pittura dei Macchiaioli? MARCO Io non faccio delle polemiche, spiego solo le
cose come stanno. L’arte dei Macchiaioli rende le impressioni attraverso
macchie di colori e utilizza il contrasto tra chiari e scuri. Così una macchia
di colore rappresenta il viso di un soggetto, un’altra i capelli, un’altra
ancora il vestito. È per questo modo di dipingere che un critico della
“Gazzetta del Popolo”, in senso dispregiativo, li ha definiti
“Macchiaioli”. CLAUDIA Ma
che cosa puoi dirci di loro? MARCO Frequentavano tutti il caffè Michelangelo, in
via Larga a Firenze e non ti nascondo che c’erano proprio delle teste matte in
mezzo a loro. Io te lo posso dire perché ho avuto modo di conoscerli. Alcuni
avevano abbandonato l’Accademia, altri erano degli sbandati; tutti, comunque,
come ho detto prima, volevano dare un taglio netto con la pittura tradizionale. CLAUDIA Anche
Giovanni Fattori frequentava il caffè Michelangelo? MARCO Certamente, il caffè era un porto di mare, il
luogo di ritrovo dei giovani artisti che
arrivavano a Firenze, non solo dalla Toscana, ma anche da altre regioni.
Giovanni Fattori era poco più che ventenne quando ha cominciato a frequentare
il caffè Michelangelo. Ha abbandonato l’Accademia dopo aver partecipato con
entusiasmo ai moti del 1848, ma non ha dimenticato la lezione dei suoi
insegnanti. CLAUDIA
E quali sono i soggetti preferiti nella sua pittura? MARCO Per tutta la vita, Giovanni ha riposto le sue
ambizioni di artista nella pittura di battaglie. Nel 1861 ha anche partecipato
al concorso bandito dal governo provvisorio della Toscana per un dipinto
celebrativo delle campagne del 1859 e ha vinto con l’opera “Campo italiano
dopo la battaglia di Magenta”. Ma se devo essere sincero, io preferisco i
dipinti che si occupano della natura, con la rappresentazione degli animali e
dei contadini maremmani con i quali Giovanni è come se rivelasse un senso di
solidarietà. Pagliai al sole, buoi e butteri, carri fra sterpaglie e
acquitrini, come li dipinge lui, non li sa dipingere nesunno. |
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