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STEF
Leonhard Euler, conosciuto anche come Eulero, è un grande matematico che ha
dato a questa disciplina contributi fondamentali. I suoi studi lo hanno anche
portato a interessarsi delle applicazioni della matematica nei vari campi,
dall’astronomia alla meccanica, dall’ottica all’artiglieria. Maestro, a cosa si deve tutto questo interesse? LUCIO Guardi, io provengo da una famiglia della
borghesia colta di Basilea in cui la matematica ha sempre avuto molto interesse.
Basti dire che i miei genitori sono amici di Hermann e Johann Bernoulli, due tra i matematici più in
vista della città. Allo studio della matematica mi ha avvicinato mio padre, che
mi ha iscritto all’università quando avevo solo 14 anni. All’università,
in principio ho dovuto seguire dei corsi di filosofia e dopo, per accontentare
mio padre, quelli di teologia. STEF
Scusi ma non ha detto che suo padre l’ha iniziato ai corsi di matematica? LUCIO Sì, ma gli studi di filosofia costituiscono,
come dire, un gradino propedeutico agli studi superiori. Non le ho detto che mio
padre è un pastore protestante e per questo voleva che studiassi teologia ma
grazie al sostegno degli amici di mio padre mi sono potuto dedicare alla
matematica. In seguito ho cercato di ottenere una cattedra di fisica
all’università di Basilea, ma non ho avuto fortuna perché sono stato
ritenuto troppo giovane. STEF
E allora che cosa ha fatto? LUCIO Ho accettato il consiglio di Daniel Bernoulli,
che è stato mio compagno di studi e mi sono recato a Pietroburgo dove, per
volere dello zar, era stata fondata l’Accademia delle Scienze. Quando si è
liberato un posto come professore di fisiologia e anatomia Daniel mi ha
suggerito di candidarmi. Purtroppo, il 17 maggio 1727, proprio il giorno in cui
sono arrivato a Pietroburgo regnava una grande incertezza, perché era morta la
zarina Caterina I. STEF
Ed è dovuto tornarsene indietro? LUCIO Per fortuna no. Sono riuscito a farmi ben
volere dalla nuova zarina Anna che mi ha consentito di fare una bella carriera.
Prima ho occupato la cattedra di fisica e poi quella di matematica del mio
compagno di studi Daniel Bernoulli che era tornato a Basilea. All’età di 26
anni avevo ormai raggiunto una solida posizione e mi sono deciso a sposarmi. Ho
preso in moglie Khatarina Gsell, figlia del pittore Georg che era allora
direttore dell’Accademia di pittura, sempre di Pietroburgo. Due anni dopo,
purtroppo, ho perso l’uso dell’occhio destro. STEF
Ci vuol parlare dei suoi lavori? LUCIO A partire dal 1730 mi sono occupato della
rappresentazione degli elementi di una serie mediante integrali. In seguito ho
analizzato le equazioni differenziali alle derivate parziali. L’anno scorso mi
sono dedicato allo studio delle frazioni continue e quest’anno ho cominciato
lo studio della teoria dei numeri. |
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