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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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CLAUDIA Un pontificato davvero agitato quello del papa Eugenio IV. Appena eletto ha dovuto sostenere una tenace lotta contro la famiglia Colonna, poi ha avuto contro il Concilio di Basilea, dove la ribellione ha covato a lungo. Un aspetto positivo è rappresentato dall’avvicinamento dei greci alla chiesa latina. Per fare il punto sulla situazione sentiamo uno dei protagonisti, il cardinale Cesarini.

Eminenza, ci sono delle schiarite all’orizzonte?

 

MARCO Ci sono aspetti positivi e altri negativi. Finalmente il 6 luglio di quest’anno, nella chiesa di Santa Maria del Fiore, che è stata consacrata dal papa pochi anni fa, dopo che Filippo Brunelleschi ha terminato la cupola, abbiamo raggiunto un accordo con i greci. In base a questo accordo, da me letto in latino e da Bessarione in greco, il papa di Roma viene riconosciuto come capo supremo di tutta la Chiesa.

 

CLAUDIA E quali sono gli aspetti negativi?

 

MARCO Purtroppo, mentre si otteneva l’unione con la chiesa d’Oriente, si è arrivati alla completa rottura con il concilio di Basilea, che il 26 giugno di quest’anno ha dichiarato il papa Eugenio IV decaduto e ora si sta preparando per l’elezione di un nuovo pontefice, forse nella persona del duca di Savoia Amedeo VIII.

 

CLAUDIA Ma non è, diciamo così, un po’ insolito nominare papa Amedeo VIII, il figlio del “Conte Rosso”?

 

MARCO Evidentemente non tutti la pensano come me e lei. Amedeo VIII ha mostrato da tempo una certa inclinazione per la vita religiosa e dal 1434 si è ritirato in solitudine a Ripaglia, sul lago di Ginevra, dove ha fondato l’ordine equestre di San Maurizio. Ha affidato i compiti di governo al figlio primogenito Ludovico e si è ritirato in eremitaggio con i suoi compagni, tutti vedovi al pari di lui. Anche se sembra, come hanno riferito Enea Piccolomini e il cardinale Albergati, che sono passati di là nel 1435, che a Ripaglia non vi si conduca una vita proprio penitenziale.

 

CLAUDIA E amedeo VIII accetterà di farsi eleggere papa?

 

MARCO Il duca Amedeo, bisogna riconoscerlo, ha cercato più volte di fare da mediatore tra il concilio di Basilea e il papa Eugenio IV per evitare un nuovo scisma. Tuttavia non bisogna dimenticare che quasi tutti i convocati al Concilio di Basilea sono dei prelati dei suoi territori e il duca non potrebbe rimanere insensibile alle loro pressioni. E poi non bisogna dimenticare che Amedeo VIII è un uomo ambizioso  e potrebbe essere lusingato da questo alto incarico.

 

CLAUDIA Scusi, ma come mai il Concilio si svolge a Basilea?

 

MARCO Non è esatto. Inizialmente il concilio si è tenuto a Basilea, per arginare l’eresia degli Hussiti, ma ben presto la volontà riformatrice poneva nel concilio stesso e non nella figura del pontefice ogni decisione. Le proposte di limitazione dell’autorità del pontefice hanno portato alla rottura con Roma e il papa ha spostato la sede del concilio a Ferrara, approfittando del fatto che i greci volevano che il concilio si tenesse in Italia. A Basilea sono rimasti, diciamo così, gli irriducibili.

 

CLAUDIA Perché il papa Eugenio IV ha spostato la sede del concilio da Ferrara a Firenze?

 

MARCO L’8 gennaio dell’anno scorso il cardinale Albergati, in nome del papa, ha aperto le sedute del concilio di Ferrara. Dopo pochi giorni anche il papa Eugenio IV è arrivato a Ferrara per accogliere l’imperatore d’Oriente Giovanni VIII Paleologo, che è arrivato in Italia con alcune navi veneziane. La ripresa del conflitto tra Filippo Maria Visconti da una parte e i veneziani e i fiorentini dall’altra non faceva sentire sicura la sede di Ferrara. Così il 10 gennaio di quest’anno il papa, in conseguenza anche della peste che si è manifestata a Ferrara, ha accolto l’invito di Cosimo de’ Medici e passando per Modena si è trasferito a Firenze.

 

CLAUDIA Amedeo VIII è stato poi eletto papa dal Concilio di Basilea?

 

MARCO Sì, il 5 novembre del 1439. Un mese dopo ha convocato gli Stati Generali a Ginevra e ha chiesto l’assenso del clero, dei nobili e dei comuni sotto il suo dominio e quando l’ha ottenuto, ha rinunciato al trono in favore del figlio. Il 5 gennaio 1440 ha accettato la tiara pontificia col nome di Felice V, bisogna comunque dire che, al di fuori del suo territorio, pochi lo hanno riconosciuto. Solo il re Alfonso d’Aragona si è servto di lui come uno spauracchio per indurre il papa Eugenio IV ad arrivare a un accordo.

 

CLAUDIA E quale è stata la reazione del papa Eugenio IV?

 

Il papa era impegnato a combattere, insieme a Venezia e Firenze, contro il duca di Milano; la guerra si è protratta fino al 1441, quando si è arrivati alla pace tra la lega e il Visconti. I romani intanto insistevano perché il papa tornasse a Roma, ma il papa ha continuto a rimanere a Firenze, perché era ancora in corso la guerra nel napoletano, dove Eugenio IV sosteneva la causa degli angioini. Quando Renato d’Angiò è stato costretto a scappare dal napoletano, sono iniziate le trattative tra il re Alfonso d’Aragona e il papa che, disgustato dall’atteggiamento dei fiorentini che sostenevano la causa di Francesco Sforza, si è recato prima a Siena e dopo parecchi mesi, il 28 settembre del 1443 ha fatto il suo ingresso a Roma.

 

 

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