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BARB Con
la morte della regina Vittoria è salito al trono il figlio primogenito, Edoardo
VII, che è nato a Londra il 9 novembre del 1841 e ora si trova a governare il
più vasto impero del mondo. Maestà,
che importanza ha avuto sua madre, la regina Vittoria, nella sua formazione? PASQ
Non molta, perché mia madre mi ha sempre tenuto lontano dal governo dello stato
e questo anche quando l’età mi avrebbe consentito una posizione e una
partecipazione più attiva. Pensi che ho 61 anni e le mie funzioni sono sempre
state limitate a quelle di principe di Galles, o di rappresentante della corona
nelle cerimonie pubbliche. Può immaginare come mi senta adesso a governare
questo vasto impero. BARB
Ma nessuno si è occupato di lei in questi anni? PASQ
Non ho detto questo. Il mio vero educatore è stato mio padre, che ha vigilato
sulla mia formazione sia da un punto di vista morale che intellettuale. Mio
padre, da vero principe tedesco, è stato molto rigido e ha controllato tutti
gli aspetti della mia vita, anche quelli più insignificanti. Io non ero né
studioso, né disciplinato, ma mio padre è riuscito a inculcarmi il senso del
dovere e a farmi comprendere che quella del principe, più che un privilegio, è
una missione. Purtroppo è morto quando avevo appena vent’anni. BARB
Lei ha viaggiato molto. Quale paese lo ha colpito maggiormente? PASQ
Senza dubbio il Canada, forse perché l’ho visitato che avevo appena 19 anni.
Ho ritrovato in questo paese quello spirito di “frontiera” che ha
caratterizzato le nostre ex colonie degli Stati Uniti. In Canada si trovano
popoli di tutte le nazioni: emigrati tedeschi, gruppi di islandesi e di
scandinavi. Da quando gli Stati Uniti hanno cessato di offrire gratuitamente
terre ai pionieri che si recavano all’Ovest, molti statunitensi si sono
stabiliti nelle grandi praterie centrali del Canada. BARB
Hanno avuto qualche forma di incoraggiamento da parte dello Stato? PASQ
Come lei sa, gli spostamenti in Canada avvengono tra enormi difficoltà, tanto
che i viaggi possono durare settimane, o addirittura mesi. Non è
un’esagerazione dire che si tratta di imprese simili a quelle che si leggono
nei romanzi d’avventura. Capisce allora perché l’Assemblea legislativa, per
incoraggiare la colonizzazione di questi territori, ha stabilito che a ogni
immigrante, con un versamento di soli 10 dollari, fossero concessi 160 acri di
terra, che diventavano proprietà a condizione che i coloni risiedessero per tre
anni e valorizzassero il territorio con lavori di miglioramento. BARB
Ci sono anche italiani tra questi immigrati? PASQ Gli italiani sono arrivati dopo altri emigrati europei provenienti, oltre che dai paesi nominati prima, dalla Rutenia, dall’Ucraina, dalla Scandinavia. Anche gruppi legati a sette religiose, come i Mormoni o gli ebrei, sono arrivati prima degli italiani che costituiscono comunque una colonia consistente, concentrata soprattutto a Montreal e a Toronto. Si calcola che circa diecimila cittadini canadesi siano di origine italiana. |
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