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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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BARB John Dryden è un poeta e drammaturgo inglese che in questi anni così tormentati per il suo Paese ha subito numerosi attacchi a causa dei frequenti cambiamenti politici che lo hanno caratterizzato.

Mister Dryden, come spiega tutti questi cambiamenti da parte sua?

PASQ Well, posso dire che io resto fedele a un mio ideale di ordine, di armonia, un desiderio di stabilità in questi anni di continui capovolgimenti politici. Da giovane ho aderito al governo Cromwell, poi ho accettato con entusiasmo il ritorno degli Stuart. Quello che però ha dato più fastidio ai miei oppositori è stata la conversione al cattolicesimo che si è verificata dopo il mio originario sostegno alla Chiesa anglicana.

 

BARB Questi capovolgimenti di fronte, sono da mettere in relazione con la sua formazione?

 

PASQ No, non direi. Sono nato in una buona famiglia di puritani e perciò la mia educazione non poteva che avvenire a Westminster  e al Trinity College di Cambridge, dove mi sono laureato 14 anni fa. Non ho proseguito gli studi, perché si può apprendere più dalle persone e dalle circostanze in cui ci troviamo che dai libri. Comunque, per consolazione della mia famiglia, sembra che ora vogliano conferirmi “honoris causa” il titolo di “Master of Arts”.

 

BARB Quale ritiene che sia il suo pregio maggiore?

 

PASQ Io non parlerei di pregi, ma quello che ho realizzato è frutto del mio lavoro, mirato soprattutto  al perfezionamento dello stile poetico e della riforma della lingua inglese. Come avrà notato, io sono un po’ lento nel parlare e riservato di carattere, ma nei confronti delle critiche che mi vengono mosse sono piuttosto tollerante. Forse un aspetto positivo del mio carattere è che, se posso, aiuto volentieri i giovani.

 

BARB A cosa sta lavorando in questo periodo?

 

PASQ A una tragedia divisa in due parti, di cinque atti ciascuna, intitolata “La conquista di Granada”. Ho preso spunto dall’opera di M.lle Scudéry “Almaide o la schiava regina” e dalle “Guerre civili di Granada” di Ginés Pérez de Hita. Secondo il mio modo di vedere, un dramma eroico dovrebbe, in piccolo, imitare un poema eroico. Per questo motivo nell’introduzione dell’opera “Dei drammi eroici” cito il celebre inizio dell’Orlando Furioso: Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese.

 

BARB E di cosa si parla nella sua tragedia?

 

PASQ L’opera prende lo spunto dalla contesa fra le fazioni rivali degli Albenceragi e degli Zegri e dalla guerra che permise la conquista del regno a Ferdinando e Isabella. Almanzorre, che combatte contro gli spagnoli, è il figlio, creduto morto, del duca di Arcos. Ama, ricambiato, Almaide che però è fidanzata con il re arabo Boabdelin. Almaide mantiene la sua promessa al re, che a sua volta è combattuto tra la gelosia per Almanzorre e la necessità del suo aiuto in guerra. La morte di Boabdellin libera Almaide dalla sua promessa e le consente di amare Almanzorre.

   


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