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BARB
John Dryden è un poeta e drammaturgo inglese che in questi anni così
tormentati per il suo Paese ha subito numerosi attacchi a causa dei frequenti
cambiamenti politici che lo hanno caratterizzato. Mister
Dryden, come spiega tutti questi cambiamenti
da parte sua? PASQ
Well, posso dire che io resto fedele a un mio ideale di ordine, di
armonia, un desiderio di stabilità in questi anni di continui capovolgimenti
politici. Da giovane ho aderito al governo Cromwell, poi ho accettato con
entusiasmo il ritorno degli Stuart. Quello che però ha dato più fastidio ai
miei oppositori è stata la conversione al cattolicesimo che si è verificata
dopo il mio originario sostegno alla Chiesa anglicana. BARB
Questi capovolgimenti di fronte, sono da mettere in relazione con la sua
formazione? PASQ No, non direi. Sono nato in una buona famiglia
di puritani e perciò la mia educazione non poteva che avvenire a Westminster
e al Trinity College di Cambridge, dove mi sono laureato 14 anni fa. Non
ho proseguito gli studi, perché si può apprendere più dalle persone e dalle
circostanze in cui ci troviamo che dai libri. Comunque, per consolazione della
mia famiglia, sembra che ora vogliano conferirmi “honoris causa” il titolo
di “Master of Arts”. BARB
Quale ritiene che sia il suo pregio maggiore? PASQ Io non parlerei di pregi, ma quello che ho
realizzato è frutto del mio lavoro, mirato soprattutto
al perfezionamento dello stile poetico e della riforma della lingua
inglese. Come avrà notato, io sono un po’ lento nel parlare e riservato di
carattere, ma nei confronti delle critiche che mi vengono mosse sono piuttosto
tollerante. Forse un aspetto positivo del mio carattere è che, se posso, aiuto
volentieri i giovani. BARB
A cosa sta lavorando in questo periodo? PASQ A una tragedia divisa in due parti, di cinque
atti ciascuna, intitolata “La conquista di Granada”. Ho preso spunto
dall’opera di M.lle Scudéry “Almaide o la schiava regina” e dalle
“Guerre civili di Granada” di Ginés Pérez de Hita. Secondo il mio modo di
vedere, un dramma eroico dovrebbe, in piccolo, imitare un poema eroico. Per
questo motivo nell’introduzione dell’opera “Dei drammi eroici” cito il
celebre inizio dell’Orlando Furioso:
Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese. BARB
E di cosa si parla nella sua tragedia? PASQ L’opera prende lo spunto dalla contesa fra le
fazioni rivali degli Albenceragi e degli Zegri e dalla guerra che permise la
conquista del regno a Ferdinando e Isabella. Almanzorre, che combatte contro gli
spagnoli, è il figlio, creduto morto, del duca di Arcos. Ama, ricambiato,
Almaide che però è fidanzata con il re arabo Boabdelin. Almaide mantiene la
sua promessa al re, che a sua volta è combattuto tra la gelosia per Almanzorre
e la necessità del suo aiuto in guerra. La morte di Boabdellin libera Almaide
dalla sua promessa e le consente di amare Almanzorre. |
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