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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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STEF Dopo molte tergiversazioni da una parte e dall’altra, ieri tra la Francia e l’Austria è stato firmato nella villa di Passeriano, residenza di Napoleone Bonaparte poco distante da Campoformio, il trattato che segna la pace tra le due nazioni dopo la vittoriosa campagna militare intrapresa da Napoleone in Italia. Sui contenuti dell’accordo ascoltiamo Vincenzo Dandolo, un esponente di spicco della municipalità veneziana.

Messer Dandolo, ci può spiegare i contenuti dell’accordo appena raggiunto?

 

PASQ Con questo trattato l’Austria riceve l’Istria, la Dalmazia, le isolette venete del Mare Adriatico e quella parte di territorio che parte dal Trentino, passa per il lago di Garda fino a Lazise nei pressi di Verona, segue il corso dei fiumi Adige, Tartaro e Po e arriva fino al mare. Tutte le terre alla sinistra di questa linea vengono assegnate invece alla Repubblica Cisalpina, che in questo modo ottiene il riconoscimento ufficiale da parte dell’Austria.  

 

STEF Ma questo non significa la fine di Venezia?

 

PASQ Sì, infatti è così. La città di Venezia e la sua laguna passano sotto l’Austria. E questo proprio dopo che il congresso dei deputati ha votato per l’annessione alla Repubblica Cisalpina. Io in persona ho comunicato questa decisione a Bonaparte il quale mi ha informato della avvenuta cessione. Lei non può immaginare con quale stato d’animo ho accolto la notizia.

 

STEF Quali sono le prime reazioni a questo accordo?

 

PASQ Guardi, per la sua ignominia, questo trattato segnerà un’epoca nuova. La gioia dei viennesi alla notizia dell’accordo è priva di senso, perché nessuno di loro si chiede se le condizioni di pace sono buone o cattive, nessuno si preoccupa dell’onore della monarchia austriaca. La gente pensa solo a mangiare e a divertirsi e non si preoccupa di Bonaparte, che sicuramente non si accontenterà di questa impresa, dal momento che è nota la sua smoderata ambizione.

 

STEF Comunque, per il momento, si è arrivati alla pace …

 

PASQ Ma quale pace? Dove la vede la pace? Io sicuramente non la vedo in questo trattato. A parte tutte le difficoltà per arrivare a questo accordo che, più che una pace, è una tregua che, secondo me, non durerà molto. Non voglio fare l’uccello del malaugurio, ma vedrà che presto si darà mano alle armi. Certo, i francesi sono stati abili a sobillare i possedimenti di Venezia affinché si ribellassero e ottenessero l’indipendenza, ma quello che è successo a Verona dovrebbe pur insegnare qualcosa.

 

STEF Perché, che cosa è successo a Verona?

 

PASQ I francesi avevano fatto di tutto per alimentare le gelosie municipali e il congresso che si è riunito a Bassano non ha fatto altro che mettere in evidenza queste rivalità campanilistiche fra i rappresentanti di Verona e di Padova. E così, per un certo periodo, i comuni di Bassano, Legnago e Ceneda si sono retti per un certo periodo autonomamente. Poi, con un decreto, Bonaparte ha costituito un “governo centrale veronese, legnaghese e colognese” composto da 23 persone scelte dall’autorità militare e che, badi bene, sono al di sopra delle persone elette dal popolo.

 


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