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STEF
Dopo molte tergiversazioni da una parte e dall’altra, ieri tra la Francia e
l’Austria è stato firmato nella villa di Passeriano, residenza di Napoleone
Bonaparte poco distante da Campoformio, il trattato che segna la pace tra le due
nazioni dopo la vittoriosa campagna militare intrapresa da Napoleone in Italia.
Sui contenuti dell’accordo ascoltiamo Vincenzo Dandolo, un esponente di spicco
della municipalità veneziana. Messer Dandolo, ci può spiegare i contenuti
dell’accordo appena raggiunto? PASQ Con questo trattato l’Austria riceve
l’Istria, la Dalmazia, le isolette venete del Mare Adriatico e quella parte di
territorio che parte dal Trentino, passa per il lago di Garda fino a Lazise nei
pressi di Verona, segue il corso dei fiumi Adige, Tartaro e Po e arriva fino al
mare. Tutte le terre alla sinistra di questa linea vengono assegnate invece alla
Repubblica Cisalpina, che in questo modo ottiene il riconoscimento ufficiale da
parte dell’Austria. STEF
Ma questo non significa la fine di Venezia? PASQ Sì, infatti è così. La città di Venezia e la
sua laguna passano sotto l’Austria. E questo proprio dopo che il congresso dei
deputati ha votato per l’annessione alla Repubblica Cisalpina. Io in persona
ho comunicato questa decisione a Bonaparte il quale mi ha informato della
avvenuta cessione. Lei non può immaginare con quale stato d’animo ho accolto
la notizia. STEF
Quali sono le prime reazioni a questo accordo? PASQ Guardi, per la sua ignominia, questo trattato
segnerà un’epoca nuova. La gioia dei viennesi alla notizia dell’accordo è
priva di senso, perché nessuno di loro si chiede se le condizioni di pace sono
buone o cattive, nessuno si preoccupa dell’onore della monarchia austriaca. La
gente pensa solo a mangiare e a divertirsi e non si preoccupa di Bonaparte, che
sicuramente non si accontenterà di questa impresa, dal momento che è nota la
sua smoderata ambizione. STEF
Comunque, per il momento, si è arrivati alla pace … PASQ
Ma quale pace? Dove la vede la pace? Io sicuramente non la vedo in
questo trattato. A parte tutte le difficoltà per arrivare a questo accordo che,
più che una pace, è una tregua che, secondo me, non durerà molto. Non voglio
fare l’uccello del malaugurio, ma vedrà che presto si darà mano alle armi.
Certo, i francesi sono stati abili a sobillare i possedimenti di Venezia affinché
si ribellassero e ottenessero l’indipendenza, ma quello che è successo a
Verona dovrebbe pur insegnare qualcosa. STEF
Perché, che cosa è successo a Verona? PASQ I francesi avevano fatto di tutto per alimentare
le gelosie municipali e il congresso che si è riunito a Bassano non ha fatto
altro che mettere in evidenza queste rivalità campanilistiche fra i
rappresentanti di Verona e di Padova. E così, per un certo periodo, i comuni di
Bassano, Legnago e Ceneda si sono retti per un certo periodo autonomamente. Poi,
con un decreto, Bonaparte ha costituito un “governo centrale veronese,
legnaghese e colognese” composto da 23 persone scelte dall’autorità
militare e che, badi bene, sono al di sopra delle persone elette dal popolo. |
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