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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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BARB Vincenzo Cuoco non è stato molto fortunato nella sua vita. Nove anni fa, durante la restaurazione borbonica nel regno di Napoli, è stato condannato a vent’anni di esilio e alla confisca dei beni. Costretto a peregrinazioni in Francia, in Piemonte e in Lombardia è riuscito a tornare tre anni fa a Napoli, che era allora sotto il dominio di Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone e ora è sotto Gioacchino Murat.

Le cose vano un po’ meglio adesso per lei?

 

PASQ Sicuramente, sicuramente. Eh, ho passato anni tristi, perché sono stato costretto a lasciare la mia terra. Solo a Milano ho trovato un po’ di sollievo frequentando il salotto di Giulia Beccaria e facendo lunghe passeggiate in compagnia del giovane Alessandro Manzoni. Ma il freddo, la nebbia mi facevano sentire la nostalgia della mia terra.

 

BARB E ora di cosa si sta occupando?

 

PASQ Sono membro della Commissione feudale e dall’anno scorso, con la collaborazione di alcuni amici, sono riuscito a riaprire l’antica Accademia Pontaniana. Sono anche socio dell’Istituto d’incoraggiamento e c’è già qualcuno che ha proposto la mia candidatura alla presidenza di questo nobile istituto. A questi impegni bisogna aggiungere la mia attività giornalistica, sono infatti collaboratore del “Giornale italiano” e direttore del “Corriere di Napoli”. Il nuovo re Gioacchino Murat, lunga vita a lui, mi ha onorato nominandomi “maitre de requêtes”.

 

BARB Qual è la sua opera più importante?

 

PASQ Il “Platone in Italia”, un romanzo storico pubblicato in tre volumi dal 1804 al 1806. Un’opera che si riallaccia, per quanto riguarda l’intento educativo e politico, al “Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799”. Nel “Platone in Italia” fingo di aver tradotto in lingua italiana un antico manoscritto greco, rimediando alle varie lacune con aggiunte e integrazioni personali.

 

BARB E di cosa parla?

 

PASQ Nella mia narrazione, Platone, l’illustre filosofo ateniese, viene in Italia con l’amico Cleobulo. Il viaggio lo porta a Taranto, dove è ospitato da Archita e poi, sempre alla scoperta della civiltà italica, a Eraclea, a Sibari, a Crotone, Locri e Capua. In ogni città, le usanze degli abitanti, quelle dei comuni vicini, i confronti tra le civiltà antiche e quelle contemporanee sono gli argomenti di discussione, dalle arti, alla politica, alle armi, agli utensili.

 

BARB Come è strutturato l’intero lavoro?

 

PASQ Sotto forma di lettere e di ragionamenti vari, non privi di polemica. Le descrizioni delle antiche usanze consentono di parlare in modo diffuso della Magna Grecia riconoscendone la sua grande civiltà.

   


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