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GIANLUCA
E ora ci colleghiamo con l’Inghilterra, dove Virginia Wallace ci parlerà di
un’opera di Chaucer LAURA
Geoffrey Chaucer ha iniziato a comporre I
racconti di Canterbury una raccolta in
versi e in prosa, inserita in una cornice e introdotta da un prologo generale.
Narra di un gruppo di pellegrini che si recano sulla tomba di Thomas Becket e
per passare il tempo raccontano due storie all’andata e due al ritorno. GIANLUCA
Quanti sono in tutto i pellegrini? LAURA
Sono trentuno, ma poi si aggiungono per strada un canonico e il suo scudiero.
Anche l’autore, pellegrino in mezzo ai pellegrini, è un protagonista e
racconta delle storie. Alcune di queste novelle sono state
scritte in precedenza da
Chaucer, come la novella della monaca cappellana e quella del cavaliere. Lo
stesso Prologo generale risale probabilmente al 1380 circa. GIANLUCA
È una novità nel suo genere? LAURA L’idea
di realizzare una serie di novelle, narrate da diversi personaggi e collegate
fra loro da una cornice, non è proprio una novita. Possiamo ricordare ad
esempio le Novelle di Giovanni
Sercambi, nelle quali troviamo per cornice un pellegrinaggio o il Decameron di Boccaccio. GIANLUCA
I personaggi a quale condizione sociale appartengono? LAURA
Vi si trovano rappresentate quasi tutte le categorie ma vengono esclusi gli
esponenti delle classi più elevate e quelli delle più umili. GIANLUCA
Ti sembra realistico? LAURA
In effetti non c’è occasione migliore di un pellegrinaggio per raggruppare
persone così diverse tra loro. Anche i due luoghi principali rappresentati, la
locanda e il santuario, sono rivelatori di questa riunione occasionale di
persone. Comunque va detto che ogni narratore è un esponente
del suo ceto ma anche un individuo indipendente, perché ognuno è colto nel
momento della indipendenza dal lavoro per essere più libero di raccontare. GIANLUCA
Ci sono pellegrini che ricordano personaggi reali? LAURA
Chaucer si è ispirato senz’altro a figure realmente esistenti, anche se non
è tanto semplice individuarle. LAURA Geoffrey
Chaucer è nato tra il 1340 e il 1345 da una famiglia di commercianti di vino e
di lana. Assunto come paggio al seguito del principe Lionel, secondogenito del
re Edoardo III, subisce l’influsso francese dell’ambiente di corte. Durante la guerra dei cento anni viene fatto
prigioniero dai francesi e riscattato il primo marzo del 1360. Probabilmente nel
1366 si sposa con Philippa, una damigella della regina. Grazie alla conoscenza della lingua italiana, Chaucer
conosce tre potenti città: Genova, Firenze e Milano. Con Genova tratta la
scelta di un porto in Inghilterra con particolari privilegi per i mercanti
liguri; a Firenze si reca per finanziare un prestito del re; a Milano per
chiedere l’aiuto della città nella guerra contro i francesi.. Dal 1374 al 1386 Chaucer è controllore delle gabelle
e del sussidio delle lane e dei pellami di Londra. Nell’ottobre 1385 è
nominato giudice di pace per la contea di Kent. Il frequente contatto che
Chaucer ha avuto per tutta la vita con gente di varia estrazione sociale, dai
plebei ai mercanti, dagli artigiani ai letterati e agli uomini di corte è alla
base per la realizzazione dei personaggi del suo racconto.
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