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Testi di Giuseppe Campanaro per il programma GR Storia di Radio Blu Sat 2000

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GIANLUCA E ora ci colleghiamo con l’Inghilterra, dove Virginia Wallace ci parlerà di un’opera di Chaucer

 

LAURA Geoffrey Chaucer ha iniziato a comporre I racconti di Canterbury una raccolta in versi e in prosa, inserita in una cornice e introdotta da un prologo generale. Narra di un gruppo di pellegrini che si recano sulla tomba di Thomas Becket e per passare il tempo raccontano due storie all’andata e due al ritorno.

 

GIANLUCA Quanti sono in tutto i pellegrini?

 

LAURA Sono trentuno, ma poi si aggiungono per strada un canonico e il suo scudiero. Anche l’autore, pellegrino in mezzo ai pellegrini, è un protagonista e racconta delle storie. Alcune di queste novelle sono state  scritte  in precedenza da Chaucer, come la novella della monaca cappellana e quella del cavaliere. Lo stesso Prologo generale risale probabilmente al 1380 circa.

 

GIANLUCA È una novità nel suo genere?

 

LAURA L’idea di realizzare una serie di novelle, narrate da diversi personaggi e collegate fra loro da una cornice, non è proprio una novita. Possiamo ricordare ad esempio le Novelle di Giovanni Sercambi, nelle quali troviamo per cornice un pellegrinaggio o il Decameron di Boccaccio.

 

GIANLUCA I personaggi a quale condizione sociale appartengono?

 

LAURA Vi si trovano rappresentate quasi tutte le categorie ma vengono esclusi gli esponenti delle classi più elevate e quelli delle più umili.

 

GIANLUCA Ti sembra realistico?

 

LAURA In effetti non c’è occasione migliore di un pellegrinaggio per raggruppare persone così diverse tra loro. Anche i due luoghi principali rappresentati, la locanda e il santuario, sono rivelatori di questa riunione occasionale di persone.

Comunque va detto che ogni narratore è un esponente del suo ceto ma anche un individuo indipendente, perché ognuno è colto nel momento della indipendenza dal lavoro per essere più libero di raccontare.

GIANLUCA Ci sono pellegrini che ricordano personaggi reali?

LAURA Chaucer si è ispirato senz’altro a figure realmente esistenti, anche se non è tanto semplice individuarle.

 

LAURA Geoffrey Chaucer è nato tra il 1340 e il 1345 da una famiglia di commercianti di vino e di lana. Assunto come paggio al seguito del principe Lionel, secondogenito del re Edoardo III, subisce l’influsso francese dell’ambiente di corte.

Durante la guerra dei cento anni viene fatto prigioniero dai francesi e riscattato il primo marzo del 1360. Probabilmente nel 1366 si sposa con Philippa, una damigella della regina.

Grazie alla conoscenza della lingua italiana, Chaucer conosce tre potenti città: Genova, Firenze e Milano. Con Genova tratta la scelta di un porto in Inghilterra con particolari privilegi per i mercanti liguri; a Firenze si reca per finanziare un prestito del re; a Milano per chiedere l’aiuto della città nella guerra contro i francesi..

Dal 1374 al 1386 Chaucer è controllore delle gabelle e del sussidio delle lane e dei pellami di Londra. Nell’ottobre 1385 è nominato giudice di pace per la contea di Kent. Il frequente contatto che Chaucer ha avuto per tutta la vita con gente di varia estrazione sociale, dai plebei ai mercanti, dagli artigiani ai letterati e agli uomini di corte è alla base per la realizzazione dei personaggi del suo racconto.  

 


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