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STEF
Giacomo Casanova, scomparso da pochi mesi, è un veneziano che ha fatto molto
parlare di sé, quasi sempre nel male. Di modeste origini, doveva addirittura
intraprendere la carriera ecclesiastica, per la quale, come è risultato più
che evidente, non aveva inclinazioni, tanto è vero che è stato presto espulso
dal seminario. Sempre alla ricerca di nuove avventure, ha svolto varie
professioni: segretario, violinista, soldato, continuamente alla ricerca del
gioco e delle storie sentimentali. Tutto questo è raccontato nel libro
“Histoire de ma Vie”, un’opera autobiografica che Casanova ha scritto in
francese negli ultimi anni di vita, ma che non ha ancora trovato una casa
editrice disposta a pubblicarla. Ne parliamo in questa scheda curata da Lucia
Bertola per mostrare fino a che punto l’uomo possa sbagliare, se il suo
cammino non è illuminato da sani principi morali. CLAUDIA Nella prefazione l’autore cerca di
giustificare la sua esistenza e spiega che fin da piccolo è attratto dalla
società fastosa della Venezia dell’epoca, città in cui è nato e cresciuto e
dove non vuole essere una semplice comparsa. Di salute gracile, in seguito ad alcune scappatelle
viene allevato dalla nonna che lo manda a studiare a Padova. Qui il giovane si
innamora di una fanciulla chiamata Bettina, che però preferisce un altro e lui
per vendicarsi la fa credere indemoniata. A Venezia prende gli ordini minori, ma il suo stile
di vita lo porta più a contatto col mondo che con la spiritualità e la
preghiera. La mancanza di scrupoli morali gli fa intrattenere relazioni prima
con una giovane di nome Giulietta, poi con Lucia e infine con Nennetta. A vent’anni, dopo aver perso la protezione del
senatore Malipiero e dopo una serie di altre prodezze è costretto a lasciare
Venezia. Dopo varie peregrinazioni, giunge a Roma per servire diversi signori,
ora come militare, ora come cortigiano, ma sempre alla ricerca di nuove
avventure. I suoi viaggi lo portano da Londra a Costantinopoli,
da Parigi a Pietroburgo, da Vienna a Madrid e dovunque conosce vizi e virtù
delle corti. Tra i personaggi che trovano posto nelle pagine del libro troviamo
sovrani, come Maria Teresa, Giuseppe II, Caterina II, Federico di Prussia;
filosofi illuministi francesi, come Voltaire e Rousseau; autori italiani, come
Goldoni, Galiani. L’opera si ferma al 1774, per la sopraggiunta morte
dell’autore. |
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