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BARB
L’industria sta conoscendo uno sviluppo senza precedenti, in particolare
quella tessile che può utilizzare e nuovi e sempre più perfezionati
macchinari, che consentono una crescita della produzione a parità di manodopera
e, addirittura, anche con meno
operai. I telai meccanici sono ancora da perfezionare sotto alcuni aspetti, ma
la macchina per cardare la lana inventata dall’inglese Edmund Cartwright, è
una splendida realtà. Mister
Cartwright, da quanti anni si occupa delle
macchine tessili? LUCIO
Well, devo precisare che non
sono proprio cresciuto, dal punto di vista professionale intendo,
nell’industria tessile, perché provengo da una famiglia di proprietari
terrieri di Marnham. Un’altra anomalia rispetto agli altri operatori
dell’industria tessile è che, al contrario di loro, e non lo dico per
vantarmi, sono molto istruito, mentre non si può dire lo stesso di altri
cosiddetti “inventori”. BARB
E che studi ha compiuto? LUCIO A 14 anni, dopo la scuola secondaria, sono
entrato nel collegio universitario di Oxford e a 21 anni avevo già conseguito
il diploma di lettore. Come le dicevo, io sono un inventore anomalo, perché
dopo gli studi, e fino all’età di 40 anni, sono stato sacerdote della Chiesa
d’Inghilterra, prima a Brampton, dove ho preso anche moglie, e poi nel
Leicestershire BARB
E come ha cominciato a interessarsi dell’industria tessile? LUCIO Del tutto casualmente. Mi trovavo nella città
termale di Mattlock e stavo parlando con alcune persone, quando qualcuno, non
ricordo bene chi, spostò l’argomento della conversazione sui problemi legati
allo sviluppo dell’industria tessile. Lei sa come vanno queste cose, una
parola tira l’altra e siamo arrivati a parlare delle macchine per filare
inventate da Arkwright. Comunque tutto finì lì, come altre conversazioni che
si tengono nelle località termali. BARB
E invece? LUCIO Non ci crederà ma, in seguito, ho ripensato a
quella conversazione e mi sono detto che, dal momento che nella tessitura le
operazioni da ripetere sono essenzialmente tre, non doveva essere poi tanto
difficile riprodurle con l’ausilio di una macchina. Naturalmente io conoscevo
vagamente i movimenti che un tessitore deve ripetere per produrre un pezzo di
stoffa e così mi sono fatto aiutare da un tessitore di professione. Sono
rimasto sorpreso quando ho visto che la stoffa prodotta dalla mia macchina era
praticamente identica a quella realizzata col vecchio sistema. BARB
Ma come funziona la sua macchina? LUCIO È molto semplice. L’ordito è posto
perpendicolarmente e la navetta che forma la trama viene lanciata
orizzontalmente con la forza di alcune delle molle, mentre il pettine compatta
il tutto. Questa macchina presenta però ancora degli inconvenienti, perché due
uomini molto robusti riescono a farla funzionare solo per breve tempo in quanto
il pettine cade con un peso di una cinquantina di libbre. Comunque, in attesa di
trovare qualche espediente per migliorarla, mi sono premunito facendo brevettare
questa mia invenzione. |
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